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L'Onu: continua la pulizia etnica in Myanmar contro i Rohingya

sabato 10 marzo 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani denuncia che in Myanmar continua la "pulizia etnica" contro la minoranza Rohingya, parlando di una una campagna di "terrore e carestia organizzata" nel Paese, destinata a incentivare la fuga in Bangladesh. Oltre 700.000 persone sono fuggite in Bangladesh negli ultimi sei mesi e centinaia di Rohingya continuano ad attraversare il confine ogni settimana, riferisce Andrew Gilmour, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per i diritti umani. Ups 1.15 "Oggi ho sentito il racconto di persone che erano appena arrivate, che avevano appena passato il confine del Myanmar e devo dire che le loro storie sono strazianti, sono vittime di vere atrocità". Secondo Gilmor il governo birmano continua a ripetere di essere pronto per il loro ritorno, ma non agisce, e allo stesso tempo le forze di sicurezza continuano a mandarli in Bangladesh. "Quello che sta accadendo ora..., non solo ci sono uccisioni, stupri di gruppo, non solo spingono la gente ad andare via con la forza e le minacce, ma sembra ci sia un tentativo sistematico di distruggere i loro futuri mezzi di sussistenza". L'esercito dice di aver avviato l'operazione militare dopo gli attacchi di fine agosto 2017 dei ribelli e la vincitrice del premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, leader del governo civile in carica dal 2016, viene accusata di aver mantenuto fino ad ora una posizione anti-Rohingya e filo-militare.