Kiev, 2 lug. (askanews) - Nelle parole degli abitanti di Kiev il racconto della notte di terrore sotto i pesanti bombardamenti russi che hanno colpito la città uccidendo almeno 18 persone.
Sulle case droni e missili. "Pensavo di morire. Ho pregato e chiesto a Dio di salvare almeno mio figlio - racconta Olena Ilchenko, 18 anni e mamma da poco - Poi abbiamo deciso di scappare, c'era molta gente. Una donna anziana era gravemente ferita, non riusciva a camminare ed era coperta di sangue". "Finestre e schegge di vetro erano sparse sul pavimento, l'edificio vicino era in fiamme. Bruciava intensamente, con fiamme altissime. Siamo riusciti a passare, è stato un incubo".
"Per fortuna la porta non si è bloccata. Siamo riuscite a uscire in fretta - commenta Lyudmyla Samayda - Il mio appartamento è completamente distrutto. Al nono piano è saltato tutto: le finestre, i davanzali, il lampadario".
"Io e il mio ragazzo avevamo litigato, quindi quando lui era al terzo piano e urlava che stava arrivando un missile, non ci ho fatto caso, pensavo stesse scherzando - dice Karolina Shevchuk - Ma quando è arrivato davvero, ho capito che bisogna apprezzare ogni singolo momento".



