Benevento, 6 lug. (askanews) - Alle pendici del Monte Taburno, nel cuore del Sannio beneventano, c'è una storia che unisce oltre cinquant'anni di viticoltura cooperativa e una nuova visione imprenditoriale. È la Cantina del Taburno: fondata nel 1972, oggi raccoglie le uve di circa trecento conferitori, seicento ettari di vigneti distribuiti nei comuni ai piedi del massiccio.
Dal 2023 alla guida c'è Enzo Rillo, imprenditore visionario che ha scelto di investire nella sua terra d'origine, diventando il proprietario della Cantina del Taburno: "Mio padre aveva una piccola azienda agricola, dove siamo nati con tanti sacrifici. Poi ho cambiato tipo di lavoro, ho fatto attività industriale e questo mi hanno permesso di avere una visione generale, nell'ambito nazionale, a questo tipo di attività."
Qui, tra suoli vulcanici e forti escursioni termiche, nascono i vini simbolo di questa terra: l'Aglianico del Taburno e la Falanghina del Sannio, con la preziosa maestria dell'enologo Raffaele Di Marco.
Un progetto di rilancio da oltre dieci milioni di euro, che punta a portare la produzione dall'attuale milione di bottiglie a cinque milioni nei prossimi anni.
Nuovamente Enzo Rillo: "Noi come Cantina del Taburno abbiamo un patrimonio importante, il patrimonio degli agricoltori che credono in questo progetto e un altro, quello che è il territorio, unico a mio giudizio."
Ma la storia di Rillo con questa terra comincia prima: nel 2009, quando fonda La Fortezza, sessanta ettari vitati e una cantina scavata interamente nella roccia vulcanica. Al suo interno, un museo unico nel panorama italiano: "Le Emozioni dell'Aglianico", un percorso multisensoriale nato in sinergia con il Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Ancora Enzo Rillo: "Sono rimasto veramente contento quanto ho visto il popolo di 5 comuni, quelli del Taburno, che hanno reagito in maniera positive per il progetto di questa cantina, di farla rivivere e dove molte persone hanno creato la propria storia all'interno."
In arrivo nei prossimi due anni: sostenibilità, con trenta ettari già certificati biologici e impianti fotovoltaici; accoglienza, con una nuova area dedicata all'enoturismo; e una presenza che dall'Italia si estende a Europa, Americhe e Asia.
Dal Taburno, il Sannio del vino guarda al mondo senza dimenticare le donne e gli uomini che, vendemmia dopo vendemmia, rendono possibile questa storia.



