Roma, 20 lug. (askanews) - La Settimana Internazionale della Critica celebra la sua 41esima edizione confermando la propria vocazione: scoprire nuovi autori, intercettare linguaggi in trasformazione e offrire uno spazio di libertà creativa al cinema del presente e del futuro.
Nella sezione organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nell'ambito dell'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, verranno presentate sette opere prime in concorso più due fuori concorso: il film d'apertura "Il grande Giaffa", opera prima di Marco Santi, noir esistenziale interpretato da Edoardo Pesce che riflette sui temi dell'identità e dell'invisibilità sociale, e quello di chiusura "Rider", debutto alla regia della coppia formata da Roan Johnson e Davide Pavanello, un musical metropolitano che utilizza il linguaggio del rap per raccontare il lavoro precario, il desiderio di emancipazione e i conflitti della nuova Italia.
Nella selezione del concorso di questa 41 edizione, curata dalla Delegata Generale Beatrice Fiorentino, il filo conduttore è il cinema come atto di resistenza. L'Italia concorre con "Prima della guerra" di Tommaso Usberti, intenso racconto di formazione ambientato nella pianura padana che affronta il tema della mascolinità contemporanea. Dalla Colombia arrivano "The End of Times" di Bibiana Rojas Gòmez e Juan David Càrdenas, che utilizza immagini d'archivio e intelligenza artificiale per riflettere sulla memoria e sul colonialismo, e "Meteorite" di Sebastiàn M nera, intenso racconto femminile ambientato in un territorio ancora attraversato dai fantasmi della violenza.
La Tunisia è rappresentata da "The H@llow" Man di Kamel Laaridhi, una visionaria distopia che immagina un futuro in cui emozioni e memoria sono controllate dalla tecnologia. Dal Brasile arriva "London", racconto queer che mette al centro la fisicità, il desiderio e la libertà di autodeterminazione. L'India è presente con "Our Share of Sand" di Shalini Adnani, dramma familiare che diventa una riflessione sulle disuguaglianze e sulla crisi ambientale. Completa il concorso "Zoom In, Zoom Out" del cinese Dong Jie, un'opera che intreccia misteri, gaming online e alienazione urbana raccontando le inquietudini della Generazione Z.



