Milano, 9 set. (askanews) - Un robot in grado di tradurre in tempo reale la lezione di un insegnante nella lingua dei segni. È la risposta di una startup del Kenya ad un problema che riguarda migliaia di bambini nel Paese: dei circa 300.000 affetti da qualche forma di disabilità uditiva, solo 20.000 sono iscritti a scuola, fra mille difficoltà nella comprensione.
Norah Kimathi, 22 anni è co-fondatrice della startup, Zerobionic. "Quando abbiamo iniziato, siamo partiti solo da semplici mani robotiche. Poi abbiamo ricevuto dei feedback e ci hanno fatto capire che nel linguaggio dei segni ci sono molti elementi in gioco, oltre a ciò che si dice. Ci sono le espressioni facciali ad esempio. È stato allora che abbiamo deciso di costruire un vero e proprio umanoide completo".
Mentre il docente parla, la lezione viene tradotta direttamente nella lingua dei segni. Grazie a uno schermo integrato sul petto, gli studenti possono porre domande nella lingua dei segni che vengono poi convertite in voce per l'insegnante.
E c'è un altro aspetto interessante di questa tecnologia che è emerso nelle sperimentazioni nelle scuole: i bracci robotici vengono testati da insegnanti sordi per registrare e memorizzare i segni, grazie a una tuta speciale. Grazie a questo processo, si sta creando un database di termini tecnici attingendo ai segni inglesi, americani e kenioti che sta contribuendo ad ampliare il linguaggio dei segni e a rendere più facile per i bambini sordi l'apprendimento e la comunicazione.



