Gaza, 26 ott. (askanews) - Sostanziale indifferenza, e la convinzione che per Gaza nulla cambierà: è il sentimento di molti nella Striscia alla vigilia delle elezioni legislative in Israele, le prime dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra dello Stato ebraico contro Gaza (allargatasi a Libano e Iran) che ne è seguita.
Il residente Nashaat al-Wahidi dice che ci tiene "a sottolineare che le elezioni possono assumere forme diverse, ma in definitiva, perseguono lo stesso obiettivo razzista e terroristico: un obiettivo volto a cancellare la causa palestinese dalla scena politica mondiale".
"Come palestinesi, non abbiamo alcuna sicurezza, né sotto il regime di Netanyahu né sotto quello di qualsiasi altro leader. La guerra contro la Striscia di Gaza va avanti da tempo, e continuerà fino alla nostra liberazione; non sappiamo quando il popolo palestinese avrà la meglio sull'occupazione", dice una donna, Suad al-Hajj.
Anche Mohamed al-Bawab non vede differenza fra i candidati israeliani, rispetto al destino di Gaza: "La Striscia di Gaza subisce ogni giorno massacri e la distruzione delle proprie infrastrutture. Conducono la campagna elettorale per le elezioni mentre uccidono i palestinesi. Tutti i politici israeliani, sia di sinistra che di destra, dichiarano di voler distruggere Gaza e la resistenza a Gaza".



