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Recovery Fund, Conte sconfitto su tutta la linea? Bozza Michel: più prestiti, meno aiuti a fondo perduto e "freno d'emergenza", Rutte esulta

Meno aiuti a fondo perduto, più prestiti ai Paesi in difficoltà. Sarebbe questo l'accordo raggiunto sul Recovery Fund al vertice ristretto andato in scena a Bruxelles tra il premier italiano Giuseppe Conte, quello olandese Mark Rutte, quello spagnolo Pedro Sanchez, il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen.  Nella bozza della nuova proposta che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha sottoposto ai leader per uscire dallo stallo nei negoziati restano i 750 miliardi di euro complessivi, ma di questi saranno 450 i miliardi concessi ai paesi in crisi per il coronavirus sotto forma di prestiti e 300 miliardi quelli erogati come sovvenzioni (nella proposta precedente erano previsti 500 miliardi di sovvenzioni e 250 di prestiti).

Per utilizzare le risorse del Recovery gli esecutivi dovranno proporre piani di riforme e investimenti, che andranno approvati dalla Commissione europea e dal Consiglio Ue a maggioranza qualificata. Per venire incontro all'altra richiesta dell'Olanda, sarebbe previsto il "freno d'emergenza" durante l'esecuzione dei piani nazionali. Non è un veto, come chiesto da Rutte, ma un solo Paese potrebbe attivare una sorta di riesame dell'intervento sostenuto dall'Europa e potrebbe bloccare l'erogazione dei fondi a un determinato Paese giudicato "furbetto". "Si tratta di un pacchetto e ci sono molti altri problemi da risolvere. Ma le proposte sulla governance presentate da Michel sono un passo serio nella giusta direzione", è non a caso il commento soddisfatto di fonti diplomatiche olandesi. "Rimangono molti problemi" da risolvere, aggiungono le stesse fonti, "e se arriveremo" a un accordo "dipenderà dalle prossime 24 ore".

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