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Immigrazione, il piano Meloni per l'Africa: come finiranno le Ong

Il dibattito sull'accoglienza dei migranti prosegue e il governo è al lavoro per affrontare l'emergenza: da nuove regole per le Organizzazioni non governative, al rafforzamento degli accordi bilaterali con gli Stati africani per i flussi e i rimpatri, fino alle richieste che verranno avanzate all'Ue, e cioè la stesura di un nuovo meccanismo di ricollocamento degli sbarcati che lasci poco spazio alla volontarietà degli Stati membri. Nel dettaglio, le Ong dovranno firmare un codice di condotta per entrare nelle acque italiane, pena il sequestro dell'imbarcazione e sanzioni fino a 1 milione. L'intenzione del governo Meloni sembra dunque ripartire dai decreti sicurezza firmati quattro anni fa dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. Ma il tema più importante dovrà affrontarlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani: al vertice europeo straordinario convocato a fine mese, la Farnesina ha rilanciato una sorta di "Piano Marshall" per l'Africa che prevede accordi con Libia, Tunisia, Marocco, Niger e altri Paesi del Sahel. Accordi, sulla falsariga di quanto accaduto in Turchia, per la quale l'Unione Europea stanziò 6 miliardi di euro.

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