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Luigi Di Maio, il documento dei sette senatori ribelli e il sospetto su Beppe Grillo

Togliere il controllo di Rousseau a Davide Casaleggio, ridimensionare il ruolo di Luigi Di Maio. Un attacco al potere che governa il M5s che arriva dall' interno del Movimento stesso. Per l' esattezza, da sette senatori pentastellati che hanno presentato un documento bomba. In poche parole, vogliono più trasparenza, pretendono che le decisioni siano prese collegialmente e non da poche persone al chiuso in una stanza. Il testo, benché sia stato presentato da sette parlamentari, è stato firmato solo da tre di loro: Primo Di Nicola, Emanuele Dessi e Mattia Crucioli.  Per approfondire leggi anche: Beppe Grillo e la "laurea patacca" Ciò che preoccupa i vertici il fatto che questo mal di pancia diffuso arrivi proprio dal Senato, dove i numeri della maggioranza sono risicati. Se qualcuno decidesse di abbandonare il gruppo di Palazzo Madama, come diversi deputati stanno già facendo a Montecitorio, il futuro del Conte bis sarebbe messo seriamente a rischio. È quello che scrive il Tempo in edicola venerdì 10 gennaio. I vertici del Movimento hanno provato a sminuire la portata del documento: "È stato presentato e firmato da soli tre senatori, non verrà discusso nell' assemblea parlamentare congiunta, ma è un tema da Stati Generali che vedranno la partecipazione di tutti. Il sospetto però è che i tre firmatari siano stati ispirati nel documento proprio da Beppe Grillo.

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