Bruxelles (askanews) - "È un attentato gravissimo e un golpe contro le elezioni del 21 di dicembre". Reagisce così il presidente deposto della Generaitàò della cataogna, Carles Puigdemont al pugno duro dell'Audencia National, il tribunale speciale spagnolo che ha chiesto la carcerazione di otto ex membri del governo regionale in seguito alla dichiarazione unilaterale d'indipendenza dalla Spagna del 27 ottobre 2017. Puigdemont, contro il quale è stato richiesto un mandato d'arresto europeo, parlando in un video trasmesso dalla tv catalana dal Belgio, ha chiesto la scarcerazione dei sette ministri e del vicepresidente del governo catalano, Oriol Junqueras, deposti da Madrid con l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione. "Come presidente legittimo della Catalogna - ha tuonato Puigdemont - esigo la liberazione dei consiglieri e la fine della repressione politica. Voglio trasmettere a tutto il popolo catalano il mio appoggio e quello del resto del governo e dei milioni di persone in tutto il mondo che assistono attoniti a questi gravissimi fatti". Poi il leader catalano deposto ha avvisato il movimento indipendentista di essere pronto a "una repressione ampia e feroce". "Dobbiamo soltanto resistere - ha detto - dobbiamo combattere senza violenza, attraverso pace e il rispetto per tutte le opinioni". Quando il mandato d'arresto europeo sarà ufficialmente spiccato dal giudice spagnolo incaricato del dossier catalano, Carmen Lamela, se Puigdemont si troverà ancora in Belgio, la giustizia spagnola invierà una richiesta di estradizione alla procura federale di Bruxelles.



