Roma, (askanews) - Londinesi timorosi e in un pericoloso limbo, con forte incertezza sul futuro del Paese dopo la pesante bocciatura dell'accordo di Theresa May sulla Brexit con l'Ue da parte del Parlamento britannico, e con la data del 29 marzo che si avvicina minacciosa, e il rischio di un'uscita dall'Europa senza un accordo. La gente di Londra - città che aveva votato al 60% per restare nell'Ue - è divisa, tra chi spera ottimisticamente in un nuovo referendum e chi, invece, teme il peggio. "Non è una sorpresa - dice Nadine, avvocato, parlando della bocciatura dell'accordo - io non pensavo sarebbe stato approvato. Ma ora cosa succede? Forse, come io spero, ci sarà un secondo referendum, che in ogni caso penso sarebbe la scelta migliore". Pessimista, invece, Patrick, socio di un'azienda. "Io credo che ci sarà un'uscita senza accordo e che avremo difficoltà economiche per i prossimi quattro o cinque anni, ma è un segno dei tempi, una decisione che hanno preso i cittadini. Io non sono d'accordo ma questo hanno deciso. Anche se credo proprio che avremo problemi". C'è poi chi è completamente sfiduciato, come Browner, corriere. "Sono stufo perché i politici pensano solo a se stessi. Nessuno si preoccupa dei lavoratori come me. Non importa essere dentro o fuori l'Europa, per loro contano solo i soldi".



