Washington, (askanews) - Il piano di Donald Trump per uscire dallo shutdown più lungo della storia americana non ha passato l'ostacolo del Senato; ma i negoziati fra democratici e repubblicani sono ripresi alla ricerca di una possibile soluzione temporanea. Da 33 giorni, i parlamentari e il presidente si scontrano in un contrasto che ha bloccato i finanziamenti di un quarto dell'amministrazione federale, con la conseguenza che 800mila dipendenti pubblici sono senza stipendio. Lo scontro riguarda il muro anti immigrazione che Trump vuole costruire alla frontiera con il Messico. I democratici guidati da Nancy Pelosi, Speaker della Camera, rifiutano perché considerano il progetto "immorale" e hanno invece offerto altre misure di controllo alla frontiera. Il testo repubblicano presentato al Senato avrebbe permesso di finanziare il governo federale fino a settembre e conteneva il pacchetto per il muro. Ma la misura non è passata. E non è passata nemmeno la controproposta democratica che offriva finanziamenti per l'amministrazione fino all'8 febbraio, abbastanza per pagare gli stipendi e discutere dell'immigrazione, ma che non prevedeva soldi per il muro. Dopo il veto incrociato la Casa Bianca ha dato il suo accordo a un negoziato per un finanziamento temporaneo di tre settimane per l'amministrazione federale. Purché includa "un grosso acconto" sul finanziamento del muro. Trump si è detto disposto a votare un "accordo ragionevole". Ma la soluzione sembra lontana. Intanto, gli effetti del blocco sono drammatici per centinaia di migliaia di funzionari pubblici, costretti a non lavorare, o a lavorare senza stipendio. E Trump non si smuove: "Io li apprezzo e li rispetto - ha detto - apprezzo il grande lavoro che stanno facendo, molti di loro che non ricevono uno stipendio sono totalmente a favore di quello che stiamo facendo perché sanno bene che il futuro di questo Paese dipende anche dall'avere una frontiera sicura, specialmente una frontiera sicura al Sud".



