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Sergio Mattarella, bastonate ai magistrati a casa loro: "Ecco qual è un buon giudice"

di Davide Locanosabato 6 aprile 2019
1' di lettura

L'intervento all'inaugurazione dell'anno di formazione professionale dei magistrati, per Sergio Mattarella, si trasforma in una ghiotta occasione per attaccare le toghe. La formazione, premette il capo dello Stato, "non può prescindere da un profondo rispetto della deontologia professionale e da sobrietà dei comportamenti". A Scandicci, Firenze, il presidente della Repubblica ha poi ricordato che "la deontologia e la rigorosa professionalità" contraddistinguono "il buon magistrato". Quindi Mattarella ha chiesto sobrietà nei comportamenti: "Se la qualificazione professionale costituisce lo strumento che per primo caratterizza la magistratura nell'esercizio della sua fondamentale funzione, questa non può prescindere, anche a garanzia dell’imparzialità, da un profondo rispetto della deontologia professionale, e da sobrietà nei comportamenti", ha rimarcato. Fari puntati poi sui social media, "una questione nuova, delle più delicate". Per Mattarella, i social media usati dai magistrati, "se non amministrati con prudenza e discrezione, possono offuscare la credibilità e il prestigio della funzione giudiziaria". E infine, il capo dello Stato ha aggiunto: "La magistratura non deve mai farsi suggestionare dal clamore mediatico intorno ai processi, non deve farsi condizionare da spinte emotive evocate da un presunto e indistinto sentimento popolare". Leggi anche: Indiscreto: la donna che si prenderà il posto di Mattarella