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Formula 1, si muove la Guardia di Finanza: i piloti nel mirino

di Roberto Tortoravenerdì 17 aprile 2026
Formula 1, si muove la Guardia di Finanza: i piloti nel mirino

2' di lettura

Terremoto nel mondo della Formula 1, ma stavolta non c’entrano classifiche, sorpassi né strategie ai box. A far tremare il circus sono le verifiche fiscali avviate dalla Guardia di Finanza di Bologna sulle imposte dovute dai piloti stranieri – e dagli italiani non residenti – per le gare disputate nel nostro Paese.

La vicenda, riportata in questi giorni da diversi quotidiani – tra questi Italia Oggi - nasce da un esposto presentato nel giugno 2025 dall’avvocato Alessandro Mei. Nel documento si ipotizza il mancato pagamento dell’Irpef da parte dei piloti per la partecipazione ai Gran Premi di Imola 2020 e 2021, in violazione dell’articolo 17 delle Convenzioni contro le doppie imposizioni e dell’articolo 23 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi). Non è la prima volta che il tema emerge. Altri esposti erano stati presentati in passato alle Procure della Corte dei Conti, senza però produrre effetti concreti. Anche le richieste di chiarimento rivolte all’Agenzia delle Entrate da un giornalista si erano scontrate con il muro della privacy. Ora, però, la musica sembra cambiata. L’indagine partita da Imola si è allargata anche al Gran Premio di Monza, coprendo un arco temporale che va dal 2018 al 2024.

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Nel mirino ci sono i compensi percepiti dai piloti e la quota di reddito imponibile in Italia. Come ricordato anche da FiscoOggi il 19 luglio 2024, “la quota del reddito imponibile in Italia va determinata dividendo il compenso globale dovuto al pilota dalla scuderia per il numero delle gare nel mondo, e poi moltiplicare il risultato per quelle tenute in Italia”. Il punto è tutto qui. Se le scuderie estere non hanno versato quanto dovuto, il conto rischia di essere salatissimo: si parla di milioni di euro all’anno, con sanzioni che possono arrivare fino al 240% in caso di omesse dichiarazioni. Un gran premio, questo, tutt’altro che chiuso. E questa volta, al traguardo sventola la bandiera del Fisco.

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