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Alla faccia della spending review

Bankitalia spende e spande:
15 milioni per i videocitofoni

Ecco le voci degli sprechi di palazzo Koch: consulenze d'oro, giardinieri strapagati e corsi d'inglese milionari

Gli oltre 7mila dipendenti sono pagati mediamente 109mila euro l'anno. I dirigenti costano agli italiani  3,1 milioni di euro l’anno. Visco si mette in tasca 757mila euro
Bankitalia spende e spande:
15 milioni per i videocitofoni

 

Si continuano a chiedere sacrifici agli italiani, ma c'è chi spende e spande senza problemi. Un caso su tutti: la Banca d'Italia che disperde ogni anno cifre mostruose sotto gli occhi distratti del governo. Nonostante il suo ruolo sia sempre più ridotto in favore della Bce, il carrozzone di via Nazionale, mantiene un esercito di dipendenti, 7 mila, che costano 819 milioni, e spende per la sua amministrazione qualcosa come 420 milioni di euro. 

Il Fatto quotidiano è andato a spulciare le voci del Bilancio di palazzo Koch e sul sito ha pubblicato le cifre degli sprechi, che gridanno davvero vendetta. Un plotone di giardinieri armati di semi, piante ornamentali e annaffiatoi pronti a sparare sul mercato una micidiale raffica di fiori. Fiori per sette milioni di euro. Tanto costa la manutenzione delle piante e dei giardini nelle sedi di rappresentanza e nel parco sportivo del Tuscolano a Frascati, quartier generale dell’istituto con campi da tennis, calcio e piscina. Non mancano progetti per l’orto didattico e la raccolta delle olive made in Bankitalia. Poi ci sono i videocitofoni e campanelli nuovi di zecca da 15 milioni di euro appena acquistati.  Senza contare le poltrone d'oro. A cominciare da quella su cui è seduto il direttorio di nomina governativa che controlla l’autorità bancaria che costa in organi collegiali e periferici 3,1 milioni di euro l’anno in compensi. Ma non si tratta di centinaia di persone ma poche decine: i 13 consiglieri superiori prendono 371mila euro, i cinque componenti del collegio sindacale 137mila. Ed ecco la punta: al governatore Ignazio Visco vanno 757.714 euro, al direttore generale Fabrizio Saccomanni vanno 593mila euro, i quattro vice-direttori (oggi tre, perché il 12 luglio Anna Maria Tarantola ha lasciato l’incarico per assumere la presidenza della Rai) hanno emolumenti da 441mila euro. 

Non stanno meno male i 7.315 dipendenti con 2mila tra funzionari e dirigenti che costa mediante agli italiani 109.300 euro ciascuno. Non solo. Prima che Draghi lasciasse via Nazionale per andare in Europa, racconta Thomas Mackinson sul sito del Fatto, ha preferito esser certo a Roma, capissero bene quando dall’Eurotower parla di spread e fiscal compact. Così la Banca d’Italia ha affidato a un’agenzia un programma di formazione di inglese da 620mila euro, che per dei corsi di lingua non sono noccioline, soprattutto perché i bandi di assunzione dell’ente richiedono espressamente una conoscenza avanzata dell’inglese. Prima dell’assunzione, non dopo. Senza contare che da anni sette consulenti-traduttori sono a libro paga dell’ente al costo di mezzo milione di euro. E qui si apre il capitolo consulenze, un dossier sempre corposo e soprattutto costoso visto che al 30 agosto i consulenti esterni a libro paga di Bankitalia sono già 112 e totalizzano incarichi per due milioni e mezzo di euro. 

Ma a gravare sui conti dell’istituto, fa notare il Fatto, sono anche i costi legati alla manutenzione di un patrimonio immobiliare sterminato che la Banca d’Italia ha collezionato dai tempi della sua nascita a oggi: il patrimonio per fini istituzionali ha raggiunto una consistenza pari 4,2 miliardi. Poi ci sono 20 filiali regionali e provinciali, 25 sportelli e 18 centri per la vigilanza, trattamento del contante, tesoreria dello Stato. Più tre sedi distaccate a New York, Londra e Tokyo. Il budget per la manutenzione di questo patrimonio, stando agli affidamenti in corso, ha un budget 30 milioni di euro. Gli edifici del centro storico della Capitale ne impegneranno altri 14,6. Solo per mettere telecamere e citofoni al complesso di via Nazionale 91, Tuscolana e del Centro Donato Menichella a Frascati si stanno per spendere in progettazione, installazione e mantenimento 15 milioni (oltre Iva). Poi c’è l’area di via Tuscolano 417, quartier generale dell’istituto, che ha in corso affidamenti per 21 milioni. Per gli edifici romani e per il “Centro Donato Menichella” di Frascati, che ospita buona parte delle strutture di elaborazione dati, è in arrivo una green revolution: è in corso di affidamento una gara per la manutenzione del verde e il noleggio di piante ornamentali, fioriere, composizioni di fiori recisi e aiuole per sette milioni di euro. Solo gli interventi di manutenzione dell’ex Cinema Quirinale, portone di rappresentanza della Banca, costano 3 milioni di euro.

La settimana scorsa al Senato è passato un emendamento per avviare una spendin review anche in Bankitalia: si taglieranno le auto blu, le ferie, i buoni pasto e le consulenze. Ma a guardere le cifre pubblicate dal Fatto sembra veramente una goccia nell'oceano. 

 

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  • martiluna

    22 Dicembre 2013 - 11:11

    Vorrei fare una piccola precisazione : 1) La Banca d'Italia non grava sui contii dello Stao; 2) Ogni anno la Banca d'Italia restituisce allo Stato oltre un miliardo di euro; 3) Le assunzioni avvengono per concorso pubblico, non per "raccomandazione"; 4) Per il passaggio da un grado all'altro bisogna effettuare dei concorsi interni; 5) Il livello stipendiale di un "vice assistente", gradino iniziale impiegatizio, si avvicina ai 1.500, 1.600 euro per 13 mensilità, quindi è abbastanza semplice verificare come si fanno le "medie degli stipendi". 6) Pur essendo "privata", e quindi in teoria esente dai vincoli della spending review, in Banca d'Italia il contratto non viene rinnovato da circa 10 anni. 7) I 15 mln citati per "i citofoni", sono in realtà un rinnovo tecnologico su impianti di sicurezza, che includono il canone di manutenzione per 5 anni. Sarebbe il caso che, prima di attaccare un'Istituzione che per anni ha dato lustro all'Italia, di informarsi, e non dire solo mezze verità.

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  • cagnonedocet

    19 Settembre 2012 - 12:12

    Nel momento che si è fatta l'Unione Europea le banche nazionali non potevano più battere moneta (ci doveva pensare la BCE); quindi la Banca d'Italia doveva essere smantellata! Cosa molto difficile in Italia. Boiardi e non avevano la loro greppia. Cosa ti inventano: alla Banca il compito di sorvegliare le altre banche italiane, e di presentare a fine anno delle statistiche macroeconomiche. Ma cosa si aspetta a "rottamarla" e con essa i suoi "poveri" stipendiati?

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  • oneiros

    18 Settembre 2012 - 11:11

    Un lettore dice di sì perché è una SPA. Ma allora che senso ha questa notizia data nello stesso articolo?: "Al Senato è passato un emendamento per avviare una spending review anche in Bankitalia". Quando mai il Senato decide come vengono spesi i soldi delle ditte private?

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  • Angeli1951

    17 Settembre 2012 - 20:08

    I "morigeratori" del pdl e lega al governo? Affacciati al balcone FIORITO?

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