Gli intellettuali non si toccano. Ammesso che la pensino come noi. Altrimenti, giù manganellate. A sinistra lo hanno sempre fatto, ma il caso-Gaza da qualche anno ha accelerato la deriva in maniera inquietante. L'ultima vittima della caccia al "traditore" è Erri De Luca, scrittore napoletano sempre molto duro con il centrodestra fin dai tempi di Silvio Berlusconi e per questo coccolato, vezzeggiato, applaudito e difeso ben oltre questioni e valori prettamente culturali.
Tuttavia, il 76enne autore di titoli acclamati come il debutto Non ora, non qui, Alzaia e Tu, mio, storicamente schierato contro la Tav, a favore dei migranti e filosoficamente "antagonista" (spesso a fiando di personaggi come Zerocalcare o Chef Rubio in varie iniziative, per esempio), ha avuto la colpa di non aderire al boicottaggio degli intellettuali italiani contro Israele e di accettare l'invito all'International Writers Festival in programma in questi giorni a Gerusalemme. Di più: si è anche dichiarato fieramente "sionista" e ha messo in chiaro qualche punto sulla questione: "A Gaza nessun genocidio, l'IDF spostava civili". Per lui, in Italia, si prospettano tempi duri, con il salottino buono pronto a buttarlo fuori alla porta. "Non temo l'isolamento, da 25 anni vivo così", fa spallucce lui.
Sui pro-Pal Erri De Luca smaschera la “sua” sinistra
Forse aveva ragione il compianto sociologo Luciano Pellicani quando diceva che a sinistra qualche progresso sulla via de...Appassionato di ebraismo e lingua ebraica, De Luca ha detto che "in passato, come ospite in Israele, ho percepito il rumore profondo di un conflitto in formazione, il pericolo sospeso sulle vite dei civili. La mia impressione oggi è che Israele stia affrontando una guerra che potrebbe essere l'ultima. Vengo a condividere questo momento con il pubblico israeliano e a parlare insieme di tutte le altre cose, perché la letteratura ingloba tutte le altre cose".
Erri De Luca, clamoroso a sinistra: non boicotta e va a Gerusalemme
Lo scrittore italiano Erri De Luca sarà uno degli ospiti di punta dell’International Writers Festival, in p...Il clima ostile che lo metterà alla berlina registra oggi un indigesto antipasto. In prima pagina sul Fatto quotidiano entra in azione una delle matite armate di Marco Travaglio, il vignettista Mannelli. De Luca galletta in un mare rosso sangue. Alle sue spalle campeggiano la stella di David e il faccione di Bibi Netanyahu. "Il pensiero ground-zero", è la prima parte della didascalia. Più sotto, la bordata a scanso di equivoci: "Intellettuale (nell')organico". Tutto chiaro: l'uomo di cultura che ha la colpa di non pensarla come quasi tutti gli altri diventa un servo. Da buttare nella spazzatura.




