Cerca

Sapore di soldi

Governo Renzi, tasse raddoppiate su pc, tv e telefoni. Come chiedeva la Siae di Gino Paoli

Governo Renzi, tasse raddoppiate su pc, tv e telefoni. Come chiedeva la Siae di Gino Paoli

Da un premier che vive di smartphone e tablet non se lo sarebbe aspettato (quasi) nessuno. Eppure, Matteo Renzi, l’alfiere della modernità, sta per dare una clamorosa stangata a telefoni cellulari, tv, chiavette usb e qualunque prodotto hi tech abbia un supporto di memoria digitale. La stangata è azionata in tandem con la Siae (l’ente che gestisce i diritti d’autore) ed è di fatto nascosta e per questo ancora più odiosa. Quanto pagherà una famiglia in un anno? Dipende, ovviamente, dal volume degli acquisti: ma se si comprano, nel giro di 12 mesi, un paio di smartphone, un televisore e un hard disk l’esborso può anche superare i 100 euro; a 20 euro si arriva facilmente, con una chiavetta usb e un hard disk esterno.

La manovra passa attraverso l’aumento del cosiddetto «equo compenso» per la copia privata, le riproduzioni ad uso personale di musica e film su apparati come smartphone e tablet. Un balzello che esiste da un po’ e che il governo ha deciso di inasprire sensibilmente. Per chi compra equivale a una tassa «una tantum». Che poi non è nemmeno il primo intervento volto ad alzare le tasse: solo giovedì è spuntato il rincaro delle accise sulle sigarette, dal primo luglio è aumentata la tassazione sulle rendite finanziarie (dal 20 al 26 per cento) e col decreto sugli 80 euro è salito pure il prelievo sui fondi pensione.

Insomma, l’esecutivo guidato dall’ex sindaco di Firenze ha una certa confidenza con i tributi. Dell’intervento sulla «copia privata» si discute da settimane, ma ieri il sito specializzato Dday.it ha diffuso i dettagli dell’ultima bozza allo studio del ministro per la Cultura, Dario Franceschini. «Copia privata» è il diritto che tutti i cittadini hanno di copiare, appunto, qualsiasi contenuto acquistato legalmente su altri apparecchi di sua proprietà. Ed è proprio su questo teorico trasferimento di dati da un supporto a un altro che si inserisce la gabella, che viene prelevato dal fisco, a prescindere dall’eventuale riproduzione, al momento dell’acquisto. Ma il giochetto non è finito perché sull’importo finale scatta anche l’Iva: la tassa sulla tassa.
Sta di fatto che la nuova bozza porta alla luce un raddopppio rispetto ai vecchi importi. Si parte con gli smartphone e i tablet (finora esclusi dal salasso): fino a 8 gigabyte di memoria il copenso è di 3 euro, fino a 16 gb di 4 euro, fino a 32 gb di 4,80 euro e oltre i 32 gb di 5,20 euro.

Non è finita. Sotto la scure finiscono anche i tv, compresi quelli sprovvisti di hard disk finora esclusi dal pagamento dell’obolo Siae che è pari a 4 euro . Per i computer l’importo è stato fissato a 5,20 euro oltre il doppio rispetto all’attuale tariffa che prevedeva un doppio livello: 2,40 euro (per pc con masterizzatore) o 1,90 euro (per tutti gli altri). In controtendenza il compenso per i telefonini che scende da 0, 90 euro a 50 centesimi, ma ormai gli apparecchi cellulari «base» non si vendono più. Per gli hard disk il discorso è articolato: finora erano colpiti solo i supporti esterni (0,02 euro per gb fino a 400 gb e 0,01 euro per gb oltre 400 gb), mentre adesso la «scure» cade pure su quelli potenzialmente integrabili nei pc. Il compenso diventa di 0,01 euro per gigabyte con un massimo di 20 euro. La riduzione, tuttavia, è solo apparente perché il raggio d’azione si estende a vista d’occhio. Per gli hard disk con uscite audio-video le tariffe sono più complesse e oscillano da 4,51 euro a 14,81 euro. Mentre va da 3,22 euro a 32,20 euro la forchetta per i personal video player. Per quanto riguarda le memorie o gli hard disk integrati in videorgistratori, decoder o tv si va da 6,44 euro a 32,20 euro. Vengono colpiti anche vecchi supporti come audiocassette, vhs, cd e dvd (con prelievi contenuti, attorno ai 10 centesimi) e pure supporti più evoluti, come i bluray disc (con prelievi pari a 0,20 centesimi ogni 25 gb).

Le categorie sono divise. Da una parte Confindustria digitale, per voce del presidente Elio Catania, si è detta pronta a dare battaglia. Dall’altra il suo omologo Marco Polillo, di Confindustria Cultura, che aveva detto di voler difendere il decreto . «Siamo pronti a fare ricorso: l’aumento è ingiustificato e non tiene conto dell’evoluzione delle tecnologie e delle mutate abitudini di utilizzo da parte dei consumatori, con lo streaming e il cloud storage ormai a farla da padroni rispetto alla copia privata, dando un segnale negativo per lo sviluppo tecnologico a fronte di un impegno in questo senso del Governo Renzi» aveva dichiarato Catania, pur schierandosi a favore della tutela del diritto d’autore e della lotta alla pirateria. Secca la replica di Polillo: «L’adeguamento del compenso è un processo in atto in molti Stati membri» della Ue. Come dire: ce lo chiede l’Europa, pure questa mazzata. 

di Francesco De Dominicis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Kallianos

    11 Settembre 2014 - 12:12

    Semplice, se fossimo un popolo unito e solidale eviteremmo, per un anno, di acquistare tecnologia, musica, ecc. Pensate se ne andrebbe così a culo il mercato e chi inasprisce le tasse, Gino Paoli Compreso e i tanti autori-artisti-musicisti-untori che non se la passano certo male. M siccome siamo, in gran parte, un popolo di codardi: non c'è soluzione: CU FUTTI FUTTI E DDIU PIRDONA A TUTTI

    Report

    Rispondi

  • farfallabianca

    11 Settembre 2014 - 10:10

    Qualcuno mi deve spiegare perché dobbiamo dare dei soldi a Paoli.

    Report

    Rispondi

    • humphrey

      31 Gennaio 2015 - 14:02

      Primo perchè beneficia dei soldi della siae. Secondo perchè anche lui gode di un vitalizio .Terzo perchè siamo dei pirla!

      Report

      Rispondi

      • infobbdream@gmail.com

        infobbdream

        28 Ottobre 2015 - 21:09

        lo avete votato! adesso godetevelo

        Report

        Rispondi

  • flaercola

    17 Luglio 2014 - 09:09

    di solito sono contrario all'aumento delle tasse ma stavolta si... troppa gente vuole compra pretende tecnologia senza investire un nanosecondo per studiarla capirla conoscerla... quante volte mi sento dire 'ah io non ci capisco nulla, pensaci tu', è un vizio, uno status e per questo giusto tassarla... chi la usa per lavoro avra un po di aggravio ma comunque godra dei benefici

    Report

    Rispondi

    • Kallianos

      11 Settembre 2014 - 12:12

      Flaercola sarebbe come dire che chi non sa leggere e scrivere se compra un libro, un quaderno o una penna, deve pagarli il doppio? Flaercola - NON E' MAI TROPPO TARDI -

      Report

      Rispondi

    • roberto_breda

      01 Agosto 2014 - 15:03

      ma che discorso è? allora un disco in lingua straniera andrebbe tassato perchè è incomprensibile? poi, i professionisti non riceverebbero NESSUN beneficio da un furto a favore della siae...

      Report

      Rispondi

  • m.meneghin

    08 Luglio 2014 - 12:12

    tassare la potenzialità è un vero e proprio mostro giuridico e fiscale!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog