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L'intervento

Napolitano, sì a indulto e amnistia: "Servono misure alternative al carcere"

Il presidente della Repubblica parla delle condizioni del sistema carcerario italiano: "E' una realtà che non fa onore al nostro Paese"

L'augurio del capo dello Stato è che il Parlamento valuti seriamente nuove proposte che incidano sulla degenerazione delle carceri
Napolitano, sì a indulto e amnistia: "Servono misure alternative al carcere"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sulla situazione carceraria italiana, dopo aver ricevuto al Quirinale una lettera firmata da una delegazione rappresentativa di sottoscrittori, accademici e giuristi, sul tema dell'efficienza della giustizia. 

Realtà vergognosa - Il messaggio, affidato ad una nota, è forte e chiaro: "E' una realtà che non fa onore al nostro Paese, ma anzi ne ferisce la credibilità internazionale e il rapporto con le istituzioni europee". Napolitano si augura che "proposte volte a incidere anche e soprattutto sulle cause strutturali della degenerazione dello stato delle carceri in Italia trovino sollecita approvazione in parlamento", a cominciare proprio "da quelle, già in avanzato stadio di esame, per l'introduzione di pene alternative alla prigione". Il capo dello Stato sottolinea, poi, come restino "nello stesso tempo aperte all'attenzione del Parlamento, in questa legislatura ormai vicina al suo termine e in quella che presto inizierà, sia le questioni di un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull'attuale formulazione dell'art. 79 della Costituzione che a ciò oppone così rilevanti ostacoli".

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  • osicran2

    06 Febbraio 2013 - 15:03

    Mi sorge il dubbio che esista una volontà politica tesa a mantenere le carceri in condizioni vergognose e precarie per avere, poi, l'alibi di promuovere l'amnistia e/o l'indulto. Se tali istituti fossero solo per i carcerati, potrei anche essere d'accordo ma, appresso a questi,come avvenuto già nel passato, si inserisce una serie infinita di persone che, approfittando della situazione, evita furbescamente di pagare il fio delle proprie "trasgressioni", turlupinando così giustizia e vittime.

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  • thorglobal

    05 Febbraio 2013 - 16:04

    Non sono in sintonia.

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  • alfredo giulio

    28 Settembre 2012 - 22:10

    Perchè non si usano i carcerati per finire le carceri costruite per far mangiare qualcuno e costruirne delle altre? Per il sovraffollamento ci sarebbero vari rimedi: Pena di morte per certi delitti efferati, lavori forzati in miniere abbandonate, lavori di pubblica utilità per reati lievi. Pagati col ricavato del loro lavoro da cui si tolgono le spese di vitto e alloggio.Tutti controllati da altri detenuti che ci rimetterebbero se qualcuno fuggisse. Ma forse i politici han paura di dover lavorare.

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  • Florian

    28 Settembre 2012 - 17:05

    Se lo Stato da l'opportunità a milioni di extracomunitari di depredare i nostri territori, allora dovrebbe dare a noi, persone per bene, di poterci armare e difendere legittimando la difesa personale e della proprietà. Oggi si consente, per un malinteso senso di pietà, di delinquere a categorie considerate svantaggiate e si costringe la parte sana del paese a soffrire ed a subire. Il problema carcerario si risolve rispedendo al mittente la feccia del mondo, chiudendo e controllando le frontiere. Poi possiamo pensare di ristrutturare le carceri.

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