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La contestazione

Bankitalia, Visco: "Recessione anche nel 2013". Governatore contestato

Firenze, interrotta la "lectio magistralis" del numero uno di Palazzo Koch. Lui snocciola dati negativi: "Nel 2012 calo del Pil di 2 punti percentuali"
La contestazione a Visco

La contestazione a Visco

 

Mezz'ora di incontro. Mezz'ora di delirio, in cui è successo di tutto e di più. La scusa è stata la lectio magistralis del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, all'università di Firenze. Gli studenti si sono radunati (con loro lo striscione: "Voi la chiamate crescita, noi sfruttamento. Fuori Bankitalia") e poco prima delle 16 hanno deciso di fare irruzione nell'aula magna. Bloccati dagli agenti, hanno provato a forzare il cordone. Respinti, hanno continuato la loro offensiva con cori e insulti. Il rettore dell'ateneo, Alberto Tesi, ha provato a intavolare una fallimentare mediazione con gli studenti. Il parapiglia è durato una decina di minuti. Il rettore ha fatto entrare in aula gli studenti, ma nella sala i cori sono proseguiti. Visco ha interrotto la lezione, mentre gli studenti volevano prendere la parola, rifiutando la proposta del Rettore di restare in delegazione e leggere l'intervento. Gli insulti sono proseguiti per venti minuti, e al termine, i disturbatori, hanno denunciato di aver ricevuto calci e pugni dagli agenti quando sono stati spinti fuori dall'aula.

 

"Recessione anche nel 2013" - Un venerdì nero, per il governatore Visco, che nel corso del suo tribolato intervento ha anche snocciolato dati particolarmente negativi sul futuro dell'Italia. Visco ha parlato della recessione, spiegando che "potrebbe avere fine nella seconda parte del 2013". Secondo il governatore, al di là della congiuntura sfavorevole, il nostro paese deve saper trovare le motivazioni e gli incentivi per affrontare con decisione il problema della crescita". Quindi le stime sul Prodotto interno lordo: "Nel quadro macroeconomico presentato nel Bollettino economico della Banca d'Italia - ha spiegato Visco - il Pil dell'Italia sarebbe sceso di poco più del 2 per cento nel 2012. Nell'estate del 2011 - ha aggiunto -, prima che la crisi dei debiti sovrani si estendesse al nostro Paese, si prevedeva una crescita di circa un punto". Altro elemento negativo, "i consumi delle famiglie" che "continuano a contrarsi, riflettendo il prolungato calo del reddito disponibile, che nella media dei primi tre trimestri del 2012 si è ridotto del 4,3%, e riflettendo la forte incertezza".

 

Università di Firenze, Firenze, Toscana, Italia

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    19 Gennaio 2013 - 11:11

    Parole, parole, parole.. dice una famosa canzone. Certa gente continua a sputare sentenze ed a fare previsioni di crescita senza avere la minima idea di come si fa per far ripartire veramente la crescita. Io dico che, se si continua con questa musica, nemmeno per la fine di questo decennio riprenderemo a crescere, a meno di drastici ed immediati cambiamenti di rotta.

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