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Il blitz

Stamina, i Nas sequestrano le cellule agli Spedali di Brescia

Vannoni

I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato tutti le cellule e i materiali Stamina agli Spedali Civili di Brescia. A quanto si apprende ieri i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di cellule e attrezzature disposto dal gip di Torino, su richiesta del pm Raffaele Guariniello, finalizzato a
impedire la prosecuzione di un’attività ritenuta llecita. Nell’ambito dell’inchiesta sul metodo Stamina il pm Guariniello aveva chiesto il rinvio a giudizio per il fondatore, Davide Vannoni, e altri 12 indagati. Associazione a delinquere e truffa le accuse principali mosse dalla procura contro il guru di Stamina. Per tutti i 13 indagati l’udienza preliminare si aprirà il prossimo 4 novembre a Torino.

"Non si può curare" - Si dice "inorridito" per la decisione del gip di Torino di sequestrare le attrezzature e i materiali agli Spedali Civili di Brescia per la cura Stamina. Perchè quel provvedimento, spiega all’Agi Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi che il 26 agosto avrebbe dovuto sottoporsi alla prima infusione, "blocca la cura per mia figlia. Dicono che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di una attività delittuosa. Delittuoso per me è violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi".

Due giorni prima... - Andrea Sciarretta ricorda come sia stato duro per la bimba di due anni e mezzo arrivare alla fissazione della data della prima infusione, "un anno e mezzo di battaglie legali". "Noemi ha dalla sua la legge, 4 volte - dice ancora all’Agi l’uomo, provato ma deciso ad andare avanti - i giudici avevano capito che si perdeva tempo già quando c’è stato il ricorso alla prima data fissata dal tribunale, il 27 luglio. Ora, a due giorni da quella che per noi era una data di speranza, arriva il sequestro delle cellule. Sono accanimenti. Non ce l’aspettavamo. Ora non so se si potrà fare qualcosa, ma soprattutto non so quanto altro tempo servirà. È allucinante. Forse il fatto che Noemi potesse cominciare la cura era considerato un pericolo".

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