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Morti d'amianto

Olivetti, chiuse le indagini su Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti

Chiuse le indagini sulle "morti d'amianto", relative ai decessi per mesotelioma pleurico all'Olivetti di Ivrea. Chiuse le indagini dopo quasi trent'anni di inchiesta. Sono 39 gli indagati: confermata la presenza tra gli iscritti nel registro di Carlo, Franco e Rodolfo De Benedetti, e quella di Corrado Passera. Oltre a loro, sono indagati tutti i dirigenti che tra gli anni Sessanta e metà anni Novanta hanno occupato cariche dirigenziali e di vertice all'interno dell'azienda di Ivrea. Indagato anche Roberto Colaninno, ma a lui si contesta il reato di lesioni colpose (fu l'ad del gruppo dopo il 1996 e per un breve periodo).

Gli stabilimenti - Sono tredici le morte accertate (il capo di imputazione è quello di omicidio colposo). Le vittime sono tutti ex dipendenti che nell'arco di trent'anni avevano lavorato nei vari stabilimenti di Ivrea. Due persone sono ancora in vita, ma gravemente malate. Tutte le strutture coinvolte nel problema-amianto sono di Ivrea e nel Canavese. Si tratta dello stabilimento di San Bernardo, delle Vecchie Officine Ico, dello stabilimento di Agliè, dei cannoni di Scarmagno e di Palazzo Uffici.

"Indagine complessa" - Secondo il procuratore capo della procura di Ivrea si tratta di "un'indagine molto complessa. C'erano situazioni che potevano e dovevano essere conosciute, e che avrebbero dovuto determinare un impiego di spesa e risorse per far fronte al pericolo amianto". Tra i dirigenti locali indagati, infine, figurano i nomi di Davide Olivetti, Pescarmona e Fornasari. I 39 indagati sono tutti o direttori con responsabilità e delega di spesa, ex ad e consiglieri di amministrazione con delega alla sicurezza che hanno ricoperto questi incarichi tra metà anni '60 e fine anni '90.

I ruoli e i tempi - Nel dettaglio, Carlo De Benedetti è interessato dall'indagine nella sua qualità di amministratore delegato e presidente dell'Olivetti dal 1978 al 1996; il fratello Franco come amministratore delegato dal 1978 al 1989, di vicepresidente dal 1989 al 1992 e di consigliere di amministrazione fino al 1993; il figlio Rodolfo come consigliere di amministrazione dal 1990 al 1997; l'ex ministro Corrado Passera come consigliere di amministrazione dal 1990 al 1996 e amministratore delegato dal 1992 al 1996. Colaninno è stato amministratore delegato a partire dal 1996. Camillo Olivetti è indagato nella veste di amministratore delegato fra il 1963 e il 1964 e di consigliere di amministrazione fino al 1981.

La difesa dell'Ing - "Carlo De Benedetti ribadisce con forza la sua totale estraneità ai fatti contestati e attende con fiducia le prossime fasi del procedimento": così si una nota del portavoce, in cui viene espressa "la convinzione" dell'Ingegnere "che all'esito di questa complessa indagine svolta dai Pubblici Ministeri, una volta al vaglio del Giudice, possano essere chiariti i singoli ruoli e le specifiche funzioni svolte all'interno del articolato assetto aziendale della Olivetti. Nel ribadire la propria vicinanza alle famiglie degli operai coinvolti, De Benedetti ricorda ancora una volta che, nel periodo della sua permanenza in azienda, l'Olivetti ha sempre prestato attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell'epoca".

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    19 Dicembre 2014 - 12:12

    Tranquilli, l'ingegnere ha buone aderenze in magistratura . Al massimo una tiratina d'orecchie, perché lui poteva non sapere.

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  • Leopoldo2

    25 Settembre 2014 - 23:11

    Schierarsi con la sinistra in Italia ha sempre pagato. De Benedetti, re Mida all'incontrario, ne uscira' bene anche questa volta. Il piu' grande bancarottiere d'Italia, non ha mai pagato un euro per i disastri che ha combinato e ne uscira' indenne anche qusta volta, statene certi.

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  • gregio52

    25 Settembre 2014 - 22:10

    Non preoccupatevi questi sono "assassini" legalizzati dalla Magistratura e dal PD. Quindi "innocenti".

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    • tizziocaio

      26 Settembre 2014 - 18:06

      lei ha ben detto la procura di ivrea e' da oltre 20 anni che copre tutte le malefatte nel canavese sinistroide, compreso i morti (uno e mio padre) che all'ospedale spacciavano per efisema polmonare il cancro preso nelle attivita' olivettiane ben protette dai sindacati complici.

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  • doberman

    25 Settembre 2014 - 19:07

    Contro B. di tutto e di più , in altri casi di niente e di meno , altro che riforma dovrebbero come minimo vergognarsi.......

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