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Il retroscena

Vatileaks, la pista di una vendetta contro Papa Francesco

Vatileaks, la pista di una vendetta contro Papa Francesco

L'analisi del computer e del telefono di monsignor Lucio Vallejo Balda in realtà è servita solo per confermare un quadro già delineato. Perché riporta Fiorenza Sarzanini in un retroscena sul Corriere della Sera la sensazione è che i "corvi" non abbiano mai smesso di volare. Anche se Vallejo e Francesca Chaouqui erano stati scelti da Papa Francesco in realtà le verifiche di questi ultimi mesi avrebbero individuato legami con i protagonisti dell'inchiesta sulla fuga di notizie di tre anni fa che portò allora all'arresto del maggiordomo di Ratzinger Paolo Gabriele ma che lasciò nell'ombra chi lo aveva coperto e aiutato. Insomma, parliamo di una rete di traditori, in parte sotto controllo e per i quali potrebbero presto scattare dei provvedimenti.

Il sistema informatico della Santa sede ha tre livelli di sicurezza. Il primo, "Michele", protegge le comunicazioni papali e della Segreteria di Stato. Il secondo, "Raffaele", che è quello violato, riguarda gli uffici ritenuti di media segretezza: la Cosea e il computer del revisore generale delle finanze del Vaticano, Libero Milone, che sovrintende i conti e i bilanci della Santa Sede. Il terzo, Gabriele, proteggi gli uffici più bassi, come quelli aperti al pubblico. Durante gli accertamenti della gendarmeria, guidata da Domenico Giani, sarebbe emerso che fino a poco tempo fa il web master di questo terzo livello era il marito della Chaouqui, ora passato con lo stesso ruolo alla clinica Santa Lucia. Pare che le suore americane di Borgo Sant'Angelo, massime esperte di hackeraggio, avrebbero dato una mano nelle indagini. E pare che alcune carte false siano state inserite nel sistema proprio per scoprire l'identità delle spie e i loro contatti esterni.

Quello che si cercherà di capire nei prossimi interrogatori della Chaouchi è il movente della fuga di notizie. Una delle ipotesi riguarda la vendetta contro papa Francesco da parte di chi si è sentito messo da parte. Il giro di poltrone nella Santa sede infatti non è piaciuto a molti. Alla guida della Segreteria della Cosera è stato nominato il cardinale australiano George Pell e il suo vice designato era proprio Vallejo Balda. Il quale ha poi scoperto di essere stato rimpiazzato con il maltese Alfred Xuereb. La pista della vendetta non esclude però il fatto che in Vaticano c'è chi vuole impedire una revisione vera dello Ior che potrebbe svelare chi continua a usare i conti cifrati dell'Istituto e ricostruire il percorso del denaro trasferito su depositi segreti in Italia e all'estero.

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Commenti all'articolo

  • nannigazza

    04 Novembre 2015 - 14:02

    guai a toccare i denari del clero....vivono per questo !!! il giorno che hanno eletto Papa francesco io ho detto: questo lo uccideranno... beh, ci siamo vicini..... il Vaticano è soltanto un covo di mafiosi corrotti e disonesti, gentaglia che si traveste nascondendosi dietro una croce....

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  • zispzisp

    04 Novembre 2015 - 00:12

    lo stato italiano fallito, ladro, mafioso e parassita, non può prescindere dal marciume che si annida in Vaticano, se crolla quest'ultimo, fa la fine del topo anche il primo

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  • silvano45

    03 Novembre 2015 - 19:07

    che shifo e ci danno pure lezioni di morale! Avvenire, clero,cei, si dovrebbero andare a nascondere e per le prossime prediche possono andare a quel paese

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  • afadri

    03 Novembre 2015 - 17:05

    Sempre detto che in Vaticano è un gran casino.Attenzione siamo alla fase finale di un progetto che data nel tempo e che vedrà la chiesa cattolica soccombere. Che sia avverino le profezie di Nostradamus.?

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