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L'ultima umiliazione ai due marò: cosa hanno fatto i tg della Rai

L'ultima umiliazione ai due maròcosa hanno fatto i tg della Rai

Quattro anni di silenzi, di domande, di mancate risposte. Quattro anni di sofferenza, ingiustizie, vergogna. Massimiliano Latorre ha voluto ricordare ieri l' anniversario del suo arresto in India e quello di Salvatore Girone con un video in cui scorrono foto inedite del giorno in cui furono fatti scendere dalla Enrica Lexie con l' inganno, mentre in sottofondo si sentono le parole di un brano di Vasco Rossi: «Voglio trovare un senso a questa situazione, anche se questa situazione un senso non ce l' ha». In effetti, un senso tutta questa storia non ce l' ha. Perché le soluzioni per portare a casa i due marò in questi anni sono passate tutte davanti agli occhi di tre governi rei di aver ottenuto solo grossi fallimenti.

La tv di Stato - Di schiene girate dall'altra parte se ne sono viste fin troppe. Come quella della tv di Stato, che per quasi un mese non ha fatto scorrere immagini relative al caso sulle sue prime tre reti (RaiUno, RaiDue e RaiTre). L' ultimo servizio, prima di quello di ieri sul post di Latorre, peraltro collocato quasi a fine Tg1, è stato quello del 25 gennaio al Tg delle 13.30 su RaiDue. Dopo, si vocifera in ambienti vicini a viale Mazzini, qualche noto vertice abbia vietato di far passare immagini dei due fucilieri «per direttive che arrivano dall' alto». Insomma, in sostanza per parare le figuracce del nostro premier Matteo Renzi che, dopo le confessioni di un agente britannico, proprio bene non è passato, visto che è accusato di aver proposto al corrispettivo indiano Nerendra Modi di scambiare informazioni sulla famiglia di Sonia Ghandi in cambio della liberazione di Girone. «Sui marò - ha spiegato qualche bene informato - ci sono dettami particolari. Niente servizi importanti in questi giorni».

La posizione di Renzi - Ma non è il solito «fateci lavorare» imposto dal governo, semmai un qualcosa che sa tanto di paravento all' ennesimo buco nell' acqua. Perché, alla fine, lo ha spiegato bene il giornalista Toni Capuozzo lo scorso lunedì in Versilia alla presentazione del suo libro Il segreto dei marò, «ricordiamoci che siamo a un totale di sei anni di attesa, visto l' annuncio della corte dell' Aja che vuole che l' iter arbitrale termini nel 2018. Renzi - ha proseguito Capuozzo - avrebbe potuto trovare un accordo con l' India, in realtà ha fatto come gli altri governi. È stato prudente all' estremo quando si trattava di alzare la voce di fronte a chi violava i diritti fondamentali della difesa di Latorre e Girone e ha alzato la voce quando rincorreva cose sbagliate nel momento sbagliato». Senza considerare, tiene ancora a dire, che «il problema di questa storia è che nessuno ha mai davvero pagato per le sue colpe. E mi riferisco alle carriere dei vertici militari e politici. Basti guardare Corrado Passera, quello che ha spinto perché tornassero in India. Oggi, bello tranquillo, si presenta candidato a sindaco di Milano».
Non risparmia parole neanche Elio Vito, Fi: «Quattro anni fa i marò ingiustamente arrestati in India, Girone è ancora lì, Latorre è qui solo per curare ictus: una vergogna per i nostri governi!».

I sostenitori - Insomma, sembrerebbe non ci fosse niente di nuovo, visto che le parole di chi al fianco dei marò c' è sempre stato non si sprecano, mentre il silenzio, tra chi continua a fregarsene, la fa ancora da padrone. Peccato che stavolta chi opta per il «tutto taccia» dovrà fare i conti con un gruppo di tenaci volontari. Coloro che da quattro anni, con serietà e competenza, lottano al fianco di Latorre e Girone per dimostrare la loro innocenza. Guidati dal perito Luigi Di Stefano, che ha analizzato il caso della Lexie nei minimi dettagli, il gruppo ha realizzato il sito www.italianmarines.net, traduzione in inglese di www.seeinside.net, il sito su cui il perito pubblica le sue analisi. La nuova pagina web è realizzata stile handbook ed è rivolta ai giudici del tribunale dell' Aja che potranno attingervi per ottenere informazioni sul caso.
Ma anche all' opinione pubblica internazionale che potrà conoscere a fondo non solo le vicende dei due fucilieri, ma la storia della vergogna italiana più discussa degli ultimi anni.
Oggi partirà una diffusione planetaria tramite newsletter del link che riporta al sito. Che si potrà leggere in Usa, Australia, Asia e in qualsiasi altra parte del mondo. Insomma, la Rai oscurerà anche i marò, ma non ha fatto i conti con la potenza mediatica del web.

Chiara Giannini

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Commenti all'articolo

  • scorpione2

    21 Febbraio 2016 - 09:09

    domanda,dove si sono laureati gli avvocati dei maroì? alla cepu o hanno seguito l'esempio della gelmini che si e' laureata in caòabria sulla sila?.

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  • scorpione2

    21 Febbraio 2016 - 09:09

    curatevi,di bilite si muore

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  • corindia

    21 Febbraio 2016 - 08:08

    Continuo a dire che noi siamo i soliti appecoronati con i potenti, visto che abbiamo restituito zitti zitti i due piloti americani che hanno causato il disastro del Cermis (la' ci furono la bellezza di 20 morti, a cui nessuno ha dato giustizia...). E l'India invece continua a tenere in ostaggio un nostro militare sbandierando la morte di due pescatori, quando stuprano e uccidono le bambine...

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  • cane sciolto

    20 Febbraio 2016 - 22:10

    Questo lo vogliamo noi, perchè se cominciassimo ad andare in massa a Montecitorio oppure davanti alle loro case prima pacificamente per fargli capire che bisogna cambiare aria e dopo se le cose non cambiano allora tirerà un vento! e prego di non stare sempre a censurarmi perchè questa e pura verità siamo stufi di vedere e subire questi scempi compreso i colpevoli del Governo Napolitano, Monti e PD

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