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La democrazia dei partigiani

Vogliono bruciare i libri di Pansa. Giordano, l'ultimo sfregio comunista

Vogliono bruciare i libri di Pansa. Giordano, l'ultimo sfregio comunista

Stamattina, mi sono svegliato, o Pansa ciao, o Pansa ciao, o Pansa ciao ciao ciao, e ho trovato l' invasor. Ora e sempre Resistenza, come ha intimato l' altro giorno il presidente Mattarella. E a Ferrara l' hanno preso sul serio. Così, chiamate a raccolta le truppe della Liberazione e adunati i compagni garibaldini, è partita senza indugio l' offensiva per liberare il Paese, pardon la biblioteca, dai pericolosi stranieri invasori. Gli stranieri invasori sono, per l' appunto, i volumi di Giampaolo Pansa, che non hanno diritto di esistere in un consesso progressista e neppure in uno scaffale dell' Emilia rossa. Avanti march: o partigiano portami via (il libro) che mi sento di morir. E se io muoio da partigiano, o Pansa ciao, tu mi devi seppellir.

La cronache del nuovo 25 aprile ci arrivano, come si diceva, dalla sinceramente democratica città di Ferrara, che così aspira a conquistare la medaglia d' oro al valor incivile. La biblioteca comunale della città, inutilmente intitolata a Giorgio Bassani, aveva infatti aperto le porte al nemico più pericoloso, il Pansa appunto, che tramite le sue numerose opere si era infiltrato come nulla fosse tra i saggi regolarmente approvati dal Politburo del Cln. Come ha potuto osare? Per fortuna ci ha pensato la compagna staffetta Irina Aguiari a scovare il nemico e a denunciarlo senza esitazione sulla pubblica piazza, chiedendone l' immediata soppressione. Soppressione dei libri, per ora.

Ma la lotta è appena iniziata. Fischia il vento, infuria la lettura, pagine rotte eppure bisogna andare. I responsabili della biblioteca, costretti a giustificare tale assurda e grave colpa (detenere libri di Pansa? Come si permettono?), hanno dichiarato con faccia tosta che volevano «garantire molteplici punti di vista». Puah. Giustificazione che non sta in piedi, come bene ha spiegato la compagna staffetta Irina: come è possibile avere diversi punti di vista sulla Resistenza? In attesa di incendiare l' intera biblioteca per dare la giusta punizione ai collaborazionisti, si proceda subito, almeno, alla messa al bando totale dei libri di questo pericoloso scrittore.
Che nella petizione della compagna staffetta Irina non a caso viene paragonato a Hitler.

Poteva dunque sottrarsi l' Anpi a tale coraggiosa campagna di Liberazione della biblioteca, a questo 25 aprile editoriale, all' insurrezione armata contro lo scrivano che ha osato raccontare il sangue dei vinti? Ovvio che no. E infatti sotto la petizione della compagna staffetta è comparsa, puntuale e resistenziale, la firma del presidente dei partigiani di Ferrara, Daniele Civolani, il quale accusa Pansa di crimini gravissimi: per esempio, egli scrive resistenza senza la maiuscola. Ed è pure interessato a vendere le copie dei suoi libri, anziché pensare, come bisognerebbe, a usarle per sostenere i tavoli traballanti.

Non è forse sufficiente tutto ciò per richiedere la fucilazione editoriale del medesimo? Il presidente dell' Anpi non ha dubbi: ora e sempre Resistenza, come dice Mattarella. Ed essendo egli autore di alcuni libri, che hanno avuto un po' meno successo di quelli di Pansa, ma in compenso hanno sempre scritto Resistenza con la maiuscola, giustamente intima alla biblioteca: «Se mai dovessero essere esposti con quelli di Pansa, la prego di toglierli e di riporli lontano, molto lontano». Caso mai s' infettino, si capisce. Nella malaugurata ipotesi ci si potrebbe attaccare sopra anche una bella stella gialla: libri da evitare. Così, tanto per far trionfare fino in fondo la democrazia.

Siccome infatti, come ci spiegano i difensori della libertà di Ferrara, «non c' è pluralismo che tenga», è evidente che scrivere libri come quelli di Pansa è «inequivocabilmente irrispettoso», perché il solo fatto di aver raccontato l' altra faccia della Resistenza significa diventare «fascisti da estirpare», pressappochisti, opportunisti e comunque simili a Hitler. Ora, pertanto, ci aspettiamo il prossimo passo in avanti verso la Liberazione e il trionfo dei valori democratici: un bel rogo, alla moda nazista, dei libri che non piacciono all' Anpi. Avanti popolo alla riscossa, ignoranza rossa la trionferà.

Mario Giordano

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Commenti all'articolo

  • nick2

    28 Aprile 2016 - 11:11

    Stamattina, mi sono svegliato, o Banana ciao, o Banana ciao, o Banana ciao ciao ciao, e voglio fare l' impostor. Che io sappia, Giordano, l’Anpi di Ferrara ha firmato la petizione, promossa da Irina Aguiari, per rimuovere i libri di Pansa dai banchetti per la Resistenza, davanti alla biblioteca ‘Bassani’ di Ferrara. La storia è un po’ diversa da quella che ci racconta…

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  • criluma

    28 Aprile 2016 - 11:11

    già, Pansa revisionista. Ha osato raccontare quello che certi "eroi" della liberazione hanno combinato soprattutto "dopo" la liberazione. Ha avuto l'ardire di demolire la "vulgata" di certi partigiani. Insomma ha scritto ciò che molti italiani sanno

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  • routier

    28 Aprile 2016 - 08:08

    Nel secolo scorso anche altri hanno cominciato la loro nefasta avventura politica bruciando in piazza i libri sgraditi al regime, ma sono finiti male. Molto male!

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  • nick2

    27 Aprile 2016 - 22:10

    Giordano, c'é solo un termine per definirla: patetico... mi correggo, c'è ne sono due: patetico leccaculo. Non si vergogna?

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    • nonsisamai

      29 Aprile 2016 - 23:11

      patetico perche' ? leccaculo perche' ? Sono strasicura che tu neanche lo sai.

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