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Inchiesta imbarazzante

Trani, toghe a luci rosse: sms piccanti e minacce tra pm e gip

La Procura di Lecce indaga per stalking e molestie reciproche. Lei scriveva: "I tuoi figli sono str... come te". Lui: "Io ti distruggo"

Lui è il pm Michele Nardi, lei il gip Maria Grazia Caserta. Nei verbali conversazioni durissime e scenate di gelosia
Trani, toghe a luci rosse: sms piccanti e minacce tra pm e gip
Una storia d'amore (finito) e di coltelli (volati) all'ombra della Procura di Trani, quella per intenderci che vuole alla sbarra le agenzie di rating Fitch e Standard&Poor's. Protagoniste due toghe, lui pm e lei giudice per le indagini preliminari, ex amanti con contorno di sms proibiti, minacce, colluttazioni, schiaffi e aggressioni in pubblico. Un dossier scottante già preso in carico dalla Procura di Lecce, nel quale erano finiti anche dettagli ancora più caldi ma fin qui senza riscontri: video hard, rapporti lesbo, membri del Csm coinvolti. La vicenda la riporta Gian Marco Chiocci sul Giornale e la definizione data al Tribunale, "boccaccesco", è decisamente azzeccata.

Gli sms bollenti - Il pm Michele Nardi e il Gip Maria Grazia Caserta sono entrambi imputati e parti lese. La giudice risponderà di "minacce e molestie" nei confronti dell'ex amante sposato: lei, trasferita in procincia di Matera per "carenza di equilibrio", avrebbe procurato a Nardi un "perdurante e grave stato di ansia" generando "timore per l'incolumità sua, di sua moglie e dei figli". Sì, anche dei figli, visto che negli sms di fuoco inviati dalla Caserta ci sarebbero accuse anche nei loro confronti: "I bambini? - scriveva al cellulare la Gip - Sono stronzi, non sono bambini, figli di puttana come il padre, come te". E ancora, riferendosi alla figlia 11enne del pm: "Aspetteremo di vedere il fiorellino che hai a casa da quanti sarà colto". A verbale, Nardi ha poi parlato di "cinquanta o sessanta aggressioni fisiche": "All'interno di un ristorante e di un centro commerciale, alla presenza di più persone". E poi, riporta Chiocci, il fattaccio in strada a Sassari, quando la Caserta avrebbe colpito violentemente alla testa l'ex amante con una borsettata in fronte. Altri magistrati e un avvocato generale dello Stato avrebbero cercato di fermare la donna, ricevendo una brusca risposta: "Me ne fotto di chi sei, fatti i cazzi tuoi, io sono un gip". Nardi parla di vero e proprio stalking, con la collega che lo avrebbe addirittura "pedinato in vacanza", soggiornando nello stesso albergo della sua famiglia. 

"Minacciata di morte" - Dal canto suo, la Caserta ribatte sostenendo di essere stata minacciata dall'uomo, "anche di morte, di persona, in conversazioni telefoniche e con sms". Per esempio, il gip cita un messaggio piuttosto pesante inviatole da Nardi: "Non ti permettere mai più di chiamarmi, io non ti mando più messaggi, io non ti scrivo più e tu non mi contattare più. Ma sappi che io ti distruggerò". 


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Commenti all'articolo

  • avvio

    02 Maggio 2013 - 13:01

    Nel leggere questo articolo sono rimasto incredulo. Mi domando il perchè persone violente e prive di equilibrio debbano restare all'interno della magistratura. Il ruolo del magistarto è come a tutti noi noto un ruolo delicato che deve essere contraddistinto da competenza tecnica, professionalità e soprattutto da equilibrio, equidistanza ed onestà (anche intellettuale). Quindi, un soggetto che dimostra di non possedere nessuna delle suindicate caratteristiche perchè mai deve essere solo trasferito ... e non, invece, "licenziato"... solo perchè magari una decina di anni prima è risultato vincitore di concorso, ovvero è entrato nei ranghi immodificabili dei pubblici dipendenti? Mi sembrano, francamente, motivazioni inaccettabili! Non riesco, inoltre, a spiegarmi come mai giungono all'attenzione della cronaca soltanto i casi più eclatanti e magari "più piccanti" e non anche quei tantissimi casi che, quotidianamente, minano la magistratura e la fiducia di noi tutti nella Giustizia.

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  • Pugile

    04 Aprile 2013 - 10:10

    Quando quanlcuno li ha proposti tutti i signori magistrati hanno gridato allo scandalo tirando in ballo un attacco alle istituzioni democratiche. i magistrati se li compra chi non li conosce, ve lo assicuro io che ho a che fare con loro da venti anni.

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  • ciannosecco

    03 Aprile 2013 - 20:08

    prima la rissa tra Caselli e Grasso,poi questi due.Dai,piano piano ,la gente che si eccitava a vedere una toga si sveglierà dal torpore e capirà che i Magistrati sono fatti di carne come noi,non sono superuomini e onesti a prescindere.Chi conosce l'ambiente di solito vomita dallo schifo che fanno.

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  • perfido

    03 Aprile 2013 - 20:08

    Tanto per dovere di cronaca : ma questi due magistrati, durante le loro diatribe hanno lavorato? se si, perché non vengono riesaminati i processi svolti? mai così tanto hanno osato, neanche i maiali. Infatti, lo definisco un porcaio e non un porcile, per non offendere i maiali.

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