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Paperoni di Stato

La carica delle 501 poltrone
Chi sono e quanto guadagnano

La carica delle 501 poltrone 
Chi sono e quanto guadagnano

Primavera di poltrone. Sono 76 le società partecipate dal ministero dell’Economia, interessate dalla tornata di nomine pubbliche nel 2014.  Ci sono da riempire 501 poltrone da distribuire tra amministratori (222) e sindaci (279). Ieri mattina il Tesoro ha pubblicato, entro i termini di legge, la lista delle società coinvolte, a partire dalle 14 direttamente partecipate dal Tesoro di cui verrà rinnovato il consiglio di amministrazione: Arcus, Consap, Enav, Enel, Eni, Finmeccanica, Istituto Luce, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Italia Lavoro, Poste, Rete Autostrade Mediterranee, StMicroelectronics  e la società di consulenza Studiare Sviluppo. In tutto 59 consiglieri. Sono dieci invece i collegi sindacali in scadenza per 49 poltrone.

Il Comitato per le nomine - A dirigere le nomine ci sarà un Comitato incaricato di mettere il bollino sulle designazioni. L'organo sarà affiancato da due advisor : i cacciatori di teste Spencer Stuart Italia e Korn Ferry International. Il comitato, che viene definito di garanzia, è presieduto dall’ex presidente della Consulta, Cesare Mirabelli, e ne fanno parte l’ex direttore generale di Bankitalia, Vincenzo Desario, e l’ex direttore generale della Cdp, Maria Teresa Salvemini. Fin qui lo scacchiere per i valzer di poltrone della prossima primavera. Ma infuocare la corsa alla poltrona sono le retribuzioni che spettano proprio ai manager pubblici. Sul sito del ministero dell'Economia, come racconta il Corriere, sono apparse anche le griglie degli "emolumenti complessivi a qualsiasi titolo percepiti" dagli amministratori la cui carica è da rinnovare quest’anno. Sono cifre riferite al 2012. Viene precisato inoltre che solo dal 12 agosto 2012 vige un tetto ai compensi da riconoscere agli amministratori delle società non emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, direttamente o indirettamente controllate da pubbliche amministrazioni, che è pari al trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione, circa 300 mila euro.

Quanto guadagnano - La norma non è retroattiva per cui il tetto vale solo per i manager nominati dopo quella data. Ecco alcuni dati tratti dalla griglia del ministero con i compensi per i top manager pubblici: l’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci nel 2012 ha percepito 750 mila euro, i compensi dell’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, sono ammontati a un milione e 35 mila euro, Mauro Masi, ad di Consap, si è fermato a 474 mila circa, Giuseppe Sala, ad di Expo a 428 mila, Mauro Moretti, ad di Ferrovie è arrivato a 874 mila circa, il collega delle Poste, Massimo Sarmi, che è anche direttore generale, a complessivi 2 milioni e 202 mila, mentre il presidente di Rai, Anna Maria Tarantola, in carica dal luglio 2012, ha percepito per sei mesi 140 mila euro. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • fraferra

    21 Marzo 2014 - 15:03

    Prendete dei 35/40enni in gamba, pagateli 40.000 € netti/anno e faranno il lavoro meglio di questi "tartufoni"

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  • blu521

    02 Febbraio 2014 - 18:06

    Manco una toga rossa

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  • rocambole

    01 Febbraio 2014 - 13:01

    L'Italia deve essere commissariata. Non ci sono alternative. Politici e pubblici amministratori sono tutti una manica di incompetenti e ladri che hanno causato un debito immane come se il Paese avesse perso una terza guerra mondiale. In altre epoche questi individui sarebbero stati messi al muro e passati per le armi. Questa gente non può avere titolo a governare il Paese e stare nei posti chiave e seguitare a far danni e venire strapagata. Deve essere esautorata e messa nella condizione di non nuocere ulteriormente. Ben venga la Troika e che il Paese venga governato direttamente da Bruxelles.

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  • gregio52

    01 Febbraio 2014 - 11:11

    Ad allocare cervelli "medio bassi" su certe poltrone remunerandoli esageratamente. Tale affermazione ne deriva vedendo che fine hanno fatto certi Enti, ANAS, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, RAI.

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