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Cagliari, no alla festa di Natale

per rispetto dei mussulmani

Cagliari, no alla festa di Natale

A Cagliari è polemica. Alcuni insegnanti di una scuola elementare hanno deciso di disertare la tradizionale festa di Natale per rispetto dei bambini di religione islamica che frequentano l'istituto.  La vicenda vede protagoniste due maestre delle elementari Santa Caterina, nel quartiere di Castello. Nelle loro classi ci sono bambini di religione cattolica e islamica e la festa di Natale organizzata da un'associazione cagliaritana prevedeva, tra l'altro, la lettura di un brano del Vangelo. “Sarebbe stata una forzatura partecipare a queste condizioni - spiega una delle due maestre - .Nessuno scandalo , si è deciso di comune accordo con gli organizzatori, non credo sia stato leso alcun diritto”. Ma dal Comune la decisione non è ammissibile.  “È impensabile barattare il nostro credo religioso – commenta l'assessore regionale della Cultura e Pubblica Istruzione Lucia Baire -. Il dialogo, il rispetto reciproco e la convivenza con le altre religioni sono per noi un valore, ma proprio per questo non possiamo certo rinunciare o, tantomeno, perdere la nostra identità”.

 

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  • geog

    23 Dicembre 2009 - 17:05

    e il rispetto per i bambini cristiani?, il rispetto per i bambini ebrei? il rispetto per i bambini buddisti? il rispetto per i bambini shintoisti? il rispetto per i bambini indù? e chi se fotte! pur di leccare il culo ai "progressisti" (leggi komunisti) questo ed altro!

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  • toninopintus

    21 Dicembre 2009 - 17:05

    L'ennesimo episodio di questo genere non deve più sorprendere. La Scuola pubblica italiana è il covo privilegiato dei marxisti, gli ex sessantottini del 6 e del 18 politici, che oggi fanno i docenti in tutti gli ordini di studi sino all'Università, dove hanno soppiantato i vecchi baroni. Per manifestare il loro odio contro il Cristianesimo, lo mascherano di "solidarietà all'Islam", a costo di essere ridicoli, perché i loro maestri definivano "oppio dei popoli" tutte le religioni, non solo il Cristianesimo. Ma tant'è l'ignoranza (sono andati avanti a forza di 18 politici) che pur di andare contro la Chiesa Cattolica sono disposti ad allearsi non solo con Al Kaeda ma anche con il diavolo. E non si rendono conto che si stanno scavando la fossa da soli. Quando gli islamici avranno il voto, saranno tutti elettori contro l'aborto e contro l'eutanasia, ma in compenso potremmo introdurre in Italia la pena di morte per lapidazione o decapitazione.

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  • moicano

    21 Dicembre 2009 - 13:01

    Mi associo alla riflessione di Gasparotto. Al di là dell'evidente stato di prostrazione e di autodistruzione della nostra società in nome dell'accoglienza e dell' "uguaglianza" (a quanto pare alcuni sono più uguali degli altri), dell'atteggiamento volto a trasformare noi in quelli che accogliamo e non viceversa (strano metodo di integrazione) c'è l'aspetto, forse più terra terra, più banalmente venale delle ferie natalizie. Visto che non si vogliono "offendere" (di che poi...) gli studenti mussulmani sarebbe giusto anche non privarli di due settimane di apprendimento in nome di una festa Cristiana, ma vuoi vedere che questo pensiero agli insinni "insegnanti" non è neanche passato lontanamente nel loro progressista cervello? Anzi, vi dirò di più. Se le associazioni mussulmane in Italia (cos'è questo strano prurito che avverto improvvisamente) protestassero affinchè le scuole rimanessero aperte durante il periodo natalizio (e pasquale), vuoi vedere che gli insegnanti (" ") di cui sopra comincerebbero a strillare come ossessi e chiederebbero ai sindacati di intervenire. Magari chiederebbero pure l'espulsione di tutti gli immigrati colpevoli di attentato ai privilegi altrui. Parafrasando un certo spot: toglietemi tutto, il Crocifisso, il Presepe, la Messa in classe, ma non toccatemi le ferie (pagate).

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  • franziscus

    21 Dicembre 2009 - 12:12

    Secondo me sono principalmente due le ragioni che motivano questi comportamenti. La prima è l' imbecillità. La seconda è che queste persone odiano la Chiesa Cattolica e si nascondono dietro al loro presunto rispetto per i musulmani. In tutti i casi penso che quasi sempre le due ragioni sopra esposte viaggino a braccetto.

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