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Cartelli tedeschi a Bolzano: parla Reinhold Messner

L'alpinista dichiara: "E' sbagliato mettere cartelli solo tedeschi", ma la diffida pronunciata dal Governo "è un metodo fascista"

Cartelli tedeschi a Bolzano: parla Reinhold Messner
"L'Alpenverein ha sbagliato ad installare cartelli quasi esclusivamente in tedesco. Va però anche detto che le parole pronunciate dal Ministro Fitto sono molto pericolose perché potrebbero alimentare un sentimento anti- italiano in Alto Adige".

E, con questa dichiarazione, sulla decisione-polemica, presa dal Ministro Raffaele Fitto, di rimuovere i 36mila cartelli in lingua tedesca, si è espresso anche il "Re degli 8mila", Reinhold Messner, considerato il miglior alpinista ed esploratore italiano. Secondo Messner la diatriba sarebbe nata, almeno all'inizio, proprio a causa dell'Alpenverein, il Club alpino sudtirolese di lingua tedesca. "Sono stato a Plan De Corones e ho trovato soltanto cartelli con la dizione Kronoplatz. Ma scherziamo!" ha ironizzato. Ma, per quanto riguarda la diffida pronunciata dal Governo, l'alpinista non ha utilizzato mezzi termini: "Sono metodi fascisti".

Messner dice infatti di essersi da sempre battuto per la convivenza, per un Alto Adige che "faccia parte integrante dell'Italia" e, dopo aver appreso il provvedimento adottato dal Cdm, che ha accolto la richiesta di Fitto, si è detto "arrabbiatissimo". Secondo Messner la decisione di eliminare la segnaletica tedesca non aiuterebbe a proseguire sulla giusta strada dell'integrazione, ma "alimenta solo le forme di destra e quelle che chiedono l'autodeterminazione".

Messner conclude auspicando per una "giusta via di mezzo", ossia quella di riportare i nomi di paesi e città in due lingue, mentre, a detta dell'alpinista, non avrebbe senso tradurre anche i nomi dei prati.



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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    27 Luglio 2010 - 09:09

    che il sig. Messner si ritenga mortificato nel suo lato austroungarico, non me ne può fregare di meno. Si trova in Italia, la regione recupera prebende ultramilionarie ogni anno, quindi il suo fastidio è strapagato. Se in sicilia si arrischiassero solamente ad alzare la voce sull'indipendenza, anche o solo linguistica, si alzerebbero polveroni....per non dire peggio! Quindi che la smettessero di farsi contorcimenti mentali, sono in Italia, e nel caso decidessero altrimenti, possono armarsi di bagagli ed armi....e scavalcare oltre le linee....territoriali italiane, ed andarsene nella loro amata Austria, nessuno li ferma...buon viaggio

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  • Cicilia

    26 Luglio 2010 - 01:01

    Guardi, l'Italiano approssimativo lo si parlerà dove sono tutti fissati con il dialetto o dove per essere vigili urbani bisogna parlare correttamente il dialetto locale (requisito fondamentale) e non è la Sicilia. In secondo luogo, lo dico con tutto il rispetto per i Sudtirolesi, non esiste proprio paragone tra la cultura e la storia tirolese e quella siciliana, che certo non può essere ridotta alle sue frasi stereotipate. Le dico soltanto, per tornare alla lingua, che il primo passo verso l'Italiano lo fa la Scuola Siciliana. Se ora al nord, oltre al loro "melodiosissimo" dialetto, si parla la nostra bella lingua, lo dovete anche ai Siciliani, un po' di rispetto.

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  • Cicilia

    26 Luglio 2010 - 01:01

    La lingua non mi sembra un parametro facoltativo o negativo (che c'entrano gli stereotipi da lei messi in causa?). Credo che sia ancora in vigore a Nizza e in Corsica, la legge che vieta di parlare italiano o dare un nome italiano ai propri figli. Ai Sudtirolesi si chiede solo il bilinquismo, non mi sembra nulla da regime fascista. Il problema se lo sono creati loro.

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  • sidereus40

    24 Luglio 2010 - 10:10

    Allora, secondo Lei, se l'Alto Adige è Italia dovrebbe adeguarsi anche ad altri parametri, non ultimo quello di riempire le strade di sacchi di spazzatura oppure di girare inpunemente in moto senza casco e via dicendo.

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