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Il Libano chiede le traduzioni delle sentenze

Dell'Utri, le grane degli interpreti che devono tradurre il mafioso

Il ministero della Giustizia ha chiesto alla Procura generale di Palermo di inviare tutti gli atti del processo di Marcello Dell’Utri, che dovranno essere tradotti in arabo e mandati a Beirut, in virtù della convenzione tra i due Paesi, che dovrà essere applicata per chiedere l’estradizione dell’ex senatore del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo un’interpretazione più restrittiva, comunque, dovranno essere tradotte solo le sentenze, che sono già quattro e sono lunghe mediamente 500 pagine l’una, quindi un totale di oltre tremila pagine, 3064 per la precisione.

Tempi stretti - Tutto il materiale dovrà essere inviato a Beirut entro il 12 maggio, data in cui dovrebbe scadere la misura cautelare internazionale applicata a Dell’Utri, arrestato a Beirut il 12 aprile. Il problema è che la Cassazione emetterà la sentenza, la quinta della saga, solo il 9 maggio, quindi i traduttori avranno veramente pochi giorni per completare il lavoro indispensabile affinchè Dell'Utri non sia rimesso in libertà.  Un lavoro tutt'altro che semplice. Racconta la Stampa che sono stati precettati, nel senso che non faranno Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio, ben dodici interpreti dell'ufficio affari penali del ministero della giustizia che dovranno produrre tutte le traduzioni indispensabili per la richiesta di estradizione.

Gergo mafioso - Un team che dovrà trovare il modo, sottolinea il Giornale, di rendere in arabo il gergo mafioso, incomprensibile in altre lingue, di cui sono piene le cinque sentenze. Come ad esempio, punciutu, mandamento, uomo d'onore, famigghia, e così via: parole che devono essere spiegate più che tradotte. L'impresa dunque non sarà affatto semplice e c'è il rischio concreto che non si faccia in tempo a presentare i documenti. L'unica consolazione, scrive la Stampa, almeno per le casse dello Stato è che l'operazione è a costo zero, perché si tratta di dipendenti ministeriali già in servizio.

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Commenti all'articolo

  • aldo delli carri

    18 Aprile 2014 - 22:10

    la riforma della giustizia non la vuole nessuno, in particolare gli avvocati, perché il processo italiano si fonda sul cavillo giuridico...vi presento il processo, anche di dell'utri...ignoranti...

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  • imahfu

    18 Aprile 2014 - 21:09

    Buono il fondatore di Forza Italia. Altri sono già stati puniti

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  • JamesCook

    18 Aprile 2014 - 13:01

    C'è sempre la Corte Europea a Strasburgo........... solo i Boccaloni possono credere alla fregnacce.... fanno anche gli spiritosi sulle traduzioni mafiose...... purtroppo gli esperti sono tutti in CDX vi risparmio l'elenco.....

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  • nick2

    18 Aprile 2014 - 11:11

    Fate gli spiritosi, già gongolate al pensiero che un mafioso verrà salvato dalla prescrizione. Sarà l’ennesima vittoria dei farabutti e l’ennesima sconfitta della giustizia e degli italiani onesti. Chissà se questo fatto riuscirà almeno a far ragionare quei poveri coglioni che credono alla fandonia dei benefattori perseguitati dai giudici comunisti!

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    • dodo1861int

      18 Aprile 2014 - 13:01

      a imbecille 'i tuoi amici giudici hanno impiegato 20' anni per fare un processo farsa con l'appoggio del pd. cosa vuole che sia una traduzione in arabo e' roba da bambini.

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    • vival

      18 Aprile 2014 - 12:12

      Non verrà salvato dalla prescrizione ma solo rimesso in libertà in LIBANO. Se la Cassazione confermerà la condanna, per non essere arrestato, dovrà stare lontano dall'Italia e dai paesi UE. Questo è più che sufficiente.

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