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Morte Andreotti, Licio Gelli: "Un vero uomo porta i segreti nella tomba"

Licio Gelli

Il commento del "venerabile" della P2 dopo la scomparsa del Divino Giulio: "Al suo confronto tutte mezze calzette"

Andrea Tempestini
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Muore Giulio Andreotti. Nel diluvio di commenti di cordoglio ne spiccano due. Uno per l'idiozia, quello della grillina Giulia Sarti, che scrive "MAFIA", rigorosamente in maiuscolo, da vera adepta del credo pentastellato. L'altro è quello sibillino di Licio Gelli, ex Venerabile della P2. "L'unico al mondo che ha diritto di chiamarsi uomo e statista - dice di Andreotti -. Sono pochi gli italiani che lo ricordano. Io ho un ricordo magnifico. Un uomo di quella statura lì non nasce più, oggi sono tutti mezze calzette". Poi Gelli sottolinea: "Era un politico altamente preparato e onesto, all'altezza dei compiti che gli venivano affidati. E' stato capo di Stato e un capo di Stato deve tenere i segreti che gli vengono affidati. Andreotti - rimarca Gelli - ha fatto il suo dovere, ha usato i segreti per dare il benessere al popolo. I segreti li aveva, e se li è portati con sè. Chi è un uomo se li porta dietro...".

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