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Vittorio Sgarbi, la lezione definitiva a Marco Travaglio: "Peggio dei fascisti con gli ebrei"

di Giovanni Ruggieromercoledì 31 gennaio 2018
1' di lettura

La Costituzione piace tantissimo nella redazione del Fatto quotidiano di Marco Travaglio, finché almeno la si applichi agli altri e non a se stessi. E quindi accade che mister Manetta si lasci andare a isterismi spropositati dopo la candidatura del tipografo del suo quotidiano, Fabio Franceschini, in Forza Italia, ignorando che "la libertà di stampa - come scrive Vittorio Sgarbi sul Giornale - fondamento di ogni democrazia, dovrebbe, almeno tecnicamente, coincidere con la libertà di tipografia. Ovvero: lo stampatore, per sua natura, è neutrale. Qualcuno invece lo discrimina - aggiunge Sgarbi - considerandolo colpevole di candidarsi dalla parte sbagliata, in una democrazia a senso unico. Non capitava dai tempi delle leggi razziali". Secondo Sgarbi l'indignazione di Travaglio e Cinzia Monteverdi, ad del Fatto, assomiglia a quella dei "fascisti con gli ebrei. Che uno stampatore si candidi con Forza Italia - insiste il critico - è un peccato mortale, è il male assoluto".

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