Cerca

Tamaro

Va dove ti porta la rabbia Susanna indignata va nel partito degli astensionisti

La scrittrice si sfoga sul Corriere della Sera: la classe politica usa i nostri soldi "in modo sconsiderato, offensivo e folle", giusto provare "un senso di ribellione e disgusto". E avverte la casta: continuate a parlare tanto il pubblico se ne è andato

24 Settembre 2012

25
Va dove ti porta la rabbia Susanna indignata va nel partito degli astensionisti

E' indignata Susanna Tamaro. Nauseata dagli ultimi scandali di una classe politica che usa i nostri soldi "in modo sconsiderato, offensivo e folle" non può che "provare un senso di ribellione e disgusto" e avverte la casta: continuate pure a parlare tanto il pubblico se ne è andato. "La sala è vuota".

Le tasse - Sul Corriere della Sera la scrittrice di "Va' dove ti porta il cuore" esprime tutta la sua rabbia per aver sempre contribuito - pagando le tasse - a migliorare questo Paese, inutilmente: "Non sono un politico né un economista né un'opinionista di qualsivoglia corrente", scrive, "ma semplicemente una persona responsabile che osserva le cose e che non può non farsi delle domande". Dice: "Sono stata in anni passati una grande contribuente dello Stato, senza mai ascoltare le sirene dell'evasione; nessuno, infatti, mi ha mai tolto la convinzione che è giusto e doveroso pagare le tasse senza alcun sotterfugio perché i soldi che avrei potuto sottrarre alle Isole Camore dovevano servire a finanziare gli ospedali, a costruire strade, a far funzionare meglio la scuola". 

La casta - Per questo, la Tamaro, davanti all'ennesimo "scandalo" della Casta, si chiede: "Quali sono le responsabilità di questa pletora di figure indistinte che navigano nel florido universo delle Province, delle Regioni e dell'apparato dello Stato?". E ancora: "Perché dobbiamo subire l'indegnità di queste persone?", "Perché dolo Stato", "noi", "dobbiamo pagare anche i loro pranzi alla Camera" pur essendo "tutti forniti di una quantità di prebende che fanno vergognare qualsiasi Paese democratico?". 

L'astensione - La soluzione, sembra suggerire la scrittrice, è l'astensione. Tutti questi politici accecati "dalla luce della ribalta" "non si sono accorti che nel frattempo il pubblico se ne è andato, la sala è vuota e lo sarà anche per le prossime repliche in programma". Perché c'è un'Italia "che non si fa arpionare dagli istrionici populismi di pancia", un'Italia "etica" che "non riesce più a riconoscersi in nessuno dei protagonisti della politica". 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    25 Settembre 2012 - 10:10

    la casta deve capire che non ne possiamo più di gente che baltera da 30anni, ma non conclude niente. parititi, partitelli, liste civiche una nell'altra per far mucchio, per sostenere 4 politicanti a spese nostre. andare a votare è un DELITTO!

    Report

    Rispondi

  • tuula

    25 Settembre 2012 - 09:09

    Io non vado a votare Marino

    Report

    Rispondi

  • D.P.F.

    25 Settembre 2012 - 09:09

    Egregia persona, come non essere d'accordo con Lei, almeno al 99%. Però mi dovrebbe indicare quale/1 partito/i o movimento/i rispondono alle Sue giuste parole. Il partito dell'astensione ha, è vero, un suo vulnus, che deve avere dimensione macroscopica per avere, speriamo, effetto, diciamo oltre l'80%. Ma se ognuno di noi si pone i giusti quesiti che Lei indica, come si potrà arrivare a dare un segnale forte, direi quasi rivoluzionario, a questa casta di profittatori. A meno che non sorga, lo auspico da un po' di tempo, un nuovo Robespierre.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media