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Il retroscena

Pdl, lite tra Alfano e Verdini sul futuro del governo

Il confronto a Palazzo Grazioli. Il Senatore: "Subito al voto". Il vicepremier: "No, sosteniamo Letta". Tra le urla, Berlusconi osserva

Angelino Alfano e Denis Verdini

Angelino Alfano e Denis Verdini

 

Nervi tesi a Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi. Il retroscena viene scritto da La Stampa, che riferisce di un dopo cena molto animato, dove tra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e Denis Verdini sono volate parole grosse. Presente il Cav, che osservava, silenzioso. Per prima cosa le fazioni: nel rendez-vous azzurro si sono sfidati Alfano e Gianni Letta contro Verdini e Daniela Santanchè. Il pomo della discordia: il futuro del governo.

"Ti vogliono uccidere" - Alfano, vicepremier, dopo cena insiste sulla necessità di non alzare ulteriormente i toni sulla giustizia, e di evitare altre manifestazioni come quella di Roma. "Dobbiamo consentire al bambino, ossia al governo, di crescere e camminare", avrebbe spiegato. Parole condivise da Letta. E da Berlusconi. Ma a inalberarsi è Verdini: "Silvio, non credere a quello che ti raccontano loro. La pacificazione è una balla. Tu lo sai che ti dico sempre la verità: ti tengono buono al governo mentre i magistrati ti stringono il cappio al collo fino a ucciderti".

Re Giorgio comanda - Verdini, insomma, non ha dubbi. E snocciola la sua tattica: "Stiamo volando nei sondaggi, approfittiamone, apri la crisi a giugno, andiamo a votare in autunno e tu diventi presidente della Repubblica. Non credere a quello che dicono questi qua". La Stampa dà conto delle "urla di Verdini" e di Alfano, che si sarebbero sentite per tutta la residenza romana del Cavaliere. Il vicepremier replica: "Non credere che Napolitano ci faccia fare quello che vogliamo. Se provochiamo la crisi di governo lui si dimette, non scioglie le Camere. Poi che facciamo, ce ne stiamo in uno splendido isolamento all'opposizione mentre il Pd ci massacra alleandoci con i 5 Stelle e si eleggono pure un loro capo dello Stato? E' questo che vuoi?", ha chiesto a Verdini.

"Non faccio cadere Letta" - La sfuriata non finisce così. L'ex Guardasigilli, rivolgendosi a Verdini, avrebbe chiesto: "Vuoi che mi dimetta da segretario per poterti gestire da solo il partito?". Un attacco, durissimo. Berlusconi, da par suo, osservava silenzioso. Finite le urla ha spiegato che Verdini ha ragione, ma solo in parte: l'accerchiamento della magistratura è continuo, "ma non commetterò l'errore di far cadere il governo fintantoché andranno avanti quei provvedimenti economici che noi abbiamo promesso in campagna elettorale". Il Cav poi avverte che, comunque, non bisogna abbassare la guardia e che è necessario insistere nella polemica contro le toghe. Enrico Letta, insomma, non cadrà sui processi. Almeno per ora.

 

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Commenti all'articolo

  • cheope

    19 Maggio 2013 - 14:02

    Alfano ha sempre patito nel PDL la presenza di Berlusconi,era ovvio che il premier non poteva che essere Silvio, ma ora Alfano ha fatto il salto di qualità, è nel governo, e può dimostrare insieme a Letta che con una ragionevole condivisione, questo paese può essere governato, può crescere e possono essere fatte le riforme sia per le leggi elettorali, sia per la giustizia di cui c'è veramente bisogno. La contrapposizione feroce ha stancato, lo stesso Grillo a forza di gridare ha stancato i suoi, e in Europa stanno guardando a noi perchè questo strano governo può diventare un modello per tutta l'europa stessa. Io mi auguro che duri, e che ognuno di loro da Letta ad Alfano e gli altri cooperino e collaborino più a lungo possibile se lo faranno usciremo bene dalla crisi.Poi forse ci ritroveremo anche con una nuova stagione politica più ragionevole, che è quello che chiedono i giovani, e con Silvio che si renderà conto di poter lasciare ad Alfano il partito.

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  • Yomachecco

    19 Maggio 2013 - 11:11

    quando riuscirà a capire Alfano che oltre a non capire niente nel pdl non conta nulla, chi è del pdl che lo definì un perdente di successo?? povero lui!! (commento postato senza leggere l'articolo)

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  • reddx

    17 Maggio 2013 - 16:04

    Litigano anche fra di loro questi pidiellini. Ridicoli!

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  • al59ma63

    17 Maggio 2013 - 09:09

    ma se la giustizia non e' una priorita'cosa devono dire gli italiani che aspettano da trent'anni le sentenze dei tribunali? E le aziende che dovrebbero investire in Italia con una giustizia simile? (basta una persona per accusarti di qualcosa e devi chiudere perche' le sentenze arrivano con data A DISCREZIONE DEI MAGISTRATI) Allora ditecelo prima chi comanda, che votiamo a fare?

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