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Mediaset e Cassazione

Pdl, riunione permanente:
ecco cosa può succedere
se condannano Berlusconi

I vertici proseguono nella notte: Letta rischia davvera. Si discute di dimissioni di massa e riforma della giustizia. L'ultima parola spetta al Cav

Silvio Berlusconi

Berlusconi nel mirino: visto da Benny

Quella che vive il Pdl è una sorta di riunione permanente. Dopo l'ultimo attacco della magistratura - con l'anticipo della pronuncia della Cassazione sul caso Mediaset - tra gli azzurri la mobilitazione è massima. Si discute di come difendere Silvio Berlusconi, del futuro del partito e, soprattutto, di quello del governo Letta. Il partito è spaccato: da una parte vuole tenere separato il piano giudiziaro da quello politico, dall'altro i "duri e puri" che vogliono rispondere all'assedio togato facendo precipitare l'esecutivo per andare subito a nuove elezioni con le quali, questo il piano, "incoronare" nuovamente il Cavaliere. Così, dopo le lunghe riunioni pomeridiane dei gruppi di Camera e Senato, nella serata di mercoledì 10 luglio i vertici del Pdl si riuniranno nuovamente a Palazzo Grazioli, presente anche Berlusconi. La conferma è arrivata da Francesco Nitto Palma al termine dell'assemblea dei senatori azzurri: "E' stata una riunione interlocutoria ma necessaria per parlarci. Stasera si andrà a un confronto a Palazzo Grazioli, le decisioni saranno assunte dagli organi di partito". Secondo i rumors che circolano nelle ultime ore, già domani, giovedì 11 luglio, potrebbe tenersi una direzione o un ufficio di presidenza.

Le proteste - Il clima è tesissimo, arroventato dalle vicende parlamentari delle ultime ore. Il Pd ha votato con gli azzurri lo stop di un giorno ai lavori: il Pdl prende tempo per capire come muoversi. I democratici, in parallelo, si spaccano: una ventina di onorevoli hanno votato in dissenso al partito. La pausa all'attività parlamentare ha innescato la violenta protesta dei grillini, che chiedono lo scioglimento delle camere. In questo contesto (e dopo che è sfumata anche la cabina di regia del governo), al vertice di Palazzo Grazioli, si parla di giustizia. Molteplici gli obiettivi, tra i quali un sindacato ispettivo per verificare quanti cittadini sono ancora in attesa che la Cassazione fissi l'udienza del loro processo e quali sono i tempi medi dei procedimenti in Cassazione; la richiesta di un incontro con Giorgio Napolitano ed Enrico Letta per sensibilizzare le alte cariche istituzionali sulla situazione che sta vivendo Berlusconi e l'intero Pdl. Si discute poi dell'ipotesi di appoggiare con forza, attraverso una mobilitazione di massa, i referendum radicali sulla giustizia. "Abbiamo pensato a movimentare iniziative a livello locale, anche per favorire le firme ai referendum", ha spiegato Nitto Palma. Già durante la discussione del pomeriggio, tra gli azzurri, non sono mancate le tensioni: parte del gruppo, quella più radicale che fa riferimento a Denis Verdini e Daniela Santanchè (che chiedono di staccare subito la spina a Letta), era favorevole a proseguire l'assemblea in modo permanente, almeno per una settimana.

L'ultima parola - Le colombe, da par loro, insistono sull'esigenza di non bloccare ulteriormente i lavori del Parlamento. All'orizzonte, infatti, ci sono voti su temi cari al Pdl, quali il decreto Ilva. Per ora la spunta la linea soft: troppo alto il rischio che una stop ancor più lungo ai lavori possa trasformarsi in un boomberang. Ma sul tavolo, in attesa delle prossime mosse, restano anche le azioni più radicali. Una su tutte: le dimissioni di massa nel caso in cui Berlusconi fosse condannato in via definitiva. L'ipotesi non riscontra il favore della maggioranza del Pdl, ma nel caso di "crac" giudiziario la situazione potrebbe precipitare e, con lei, il governo. Si discute anche di una grande manifestazione da svolgere magari proprio davanti a Montecitorio. La certezza, tra gli azzurri, è che qualcosa vada fatto, "non possiamo limitarci a un solo pomeriggio di protesta", quello appena trascorso, spiegano. L'ultima parola, però, spetta al Cavaliere. Angelino Alfano, nel vertice a Palazzo Grazioli, gli presenterà un documento di sintesi delle varie proposte emerse nella lunga giornata di riunioni. Berlusconi detterà la linea.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    13 Luglio 2013 - 22:10

    Dalla Banca Festi-Rasini (cfr sul web)dove azionisti erano Provenzano e Rijna.

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  • Renatino1900

    11 Luglio 2013 - 16:04

    grazie a Dio quel porco di Mussolini è morto. ti ricordo che il porco fu quello che porto il Paese dritto verso la seconda guerra mondiale, e solo perché l'idiota pensava che la Germania la vincesse in pochissimi mesi. qualche migliaio di Italiani morti, e poi mi siederò al tavolo dei vincitori, pensava la merda. per non parlare di tutti gli italiani deportati da maiali come te... COGLIONE!

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  • alejob

    11 Luglio 2013 - 13:01

    Hai detto delle cose non solo giuste ma VERE. I DELINQUENTI di sinistra che hai menzionato ricevevano i soldi dalla SVIZZERA. L'URSS per dare i soldi ai COMUNISTI ITALIANI ha dovuto aprire una BANCA in un vicolo vicino alla stazione di ZURIGO. La feccia Italiana, non era a conoscenza che in quel locale, gli impianti di sicurezza sono stati fatti da un Italiano e da uno Spagnolo. Per questo posso garantire che quello che hai scritto corrisponde alla VERITA.

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  • maxgarbo

    11 Luglio 2013 - 13:01

    dire che sei un imbecille e farti un complimento!

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