Cerca

Sul lettino del dottore

Sentenza dello strizzacervelli:
"Crozza, un caso psichiatrico"
E Fabio Fazio? Fa l'infermiere

Fabio Fazio e Maurizio Crozza

Valium Fazio e psico-Crozza

 

Che Maurizio Crozza dal palco dell'Ariston abbia deluso, noi di Libero, lo abbiamo rimarcato dal primo istante. Un comico, un performer che si guadagna la super-ospitata nella serata d'apertura a Sanremo non può sgretolarsi davanti a una contestazione. Due fischi, tre grida, un par de insulti e il "copertinaro" di Ballarò - le cui imitazioni, bisogna concederlo, sono splendide - è andato in tilt. Ko. Kaputt. Occhi sbarrati, gesti disarmonici, niente saliva. Ecco, vien da immaginare - tanto per buttarla ancor di più in politica - che cosa sarebbe successo, a Crozza, se si fosse trovato nello studio di Michele Santoro nelle stesse condizioni in cui si trovò Silvio Berlusconi. Questo solo per dire che martedì sera, sul palco dell'Ariston, Crozza non si trovava nella tana del leone. Per sbranarlo son bastati due gattini.

Il caso psichiatrico - La scaletta era chiara: prima Berlusconi, poi Bersani e Ingroia, quindi Monti o Montezemolo. Tutto è naufragato dopo il Cavaliere, dopo i fischi, dopo i "buu", dopo il "pirla, vai a casa". Già, naufragato. Era sotto gli occhi di tutti. Lo spiegano anche gli psicologi. A parlare è Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all'università D'Annunzio di Chieti. Lo "strizzacervelli" ha seguito la prova in televisione. A bocce ferme ha sentenziato: "In Crozza la forte e imprevista opposizione durante la performance ha causato un blocco emeozionale e creativo". Blocco creativo, insomma. Dunque un piccolo caso psichiatrico. "Nella sua testa - prosegue lo psicologo - aveva una precisa scaletta, la cronologia delle imitazioni dei politici da fare in maniera equilibrata, nel rispetto della par condicio. Ma i fischi del pubblico hanno spezzato questa scaletta". E il buon Crozza è andato nel pallone. Addio scaletta, addio tempi di scena e addio anche alla modulazione della voce: le imitazioni offerte dal palco dell'Ariston distavano anni luce, in quanto a brillantezza, da quelle a cui ci ha piacevolmente abituato nei suoi monologhi.

L'infermiere Fazio - Lo psicologo passa poi all'analisi del ruolo del conduttore: il presidente della Repubblica democristiana del piccolo schermo, Fabio Fazio, vero trasformista, da anchorman è diventato infermiere. "Ha fatto bene Fazio - ha spiegato l'analista -, ha svolto la funzione di 'egoausiliario', ossia ha incoraggiato l'attore ad andare avanti, aiutandolo a superare il momento". Un'ambulanza, insomma. Fazio l'infermiere. La sirena dell'ambulanza-Fazio ha ripreso a suonare nel day-after, durante la conferenza stampa che ha seguito la prima puntata del Festival. Altre carezze al Crozza del blocco creativo, che "ha avuto la generosità di esserci. Ha fatto una scelta difficile quando ha accettato la proposta di venire a Sanremo". Secondo il conduttore la cosa più "sorprendente", però, "è che così poche persone possano finire con il poter condizionare quasi 15 milioni di persone, i telespettatori a casa, dando la sensazione che in sala stesse avvenendo chissà cosa". In effetti, in sala non stava avvenendo "chissà che cosa". Era solo una manifestazione di dissenso un po' sguaiata. Al contrario, era nella mente di Crozza che stava avvenendo "chissà che cosa".

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • oneiros

    15 Febbraio 2013 - 09:09

    .... di scomodare addirittura un docente di psichiatria! Crozza, semplicemente, non è abituato alle contestazioni, viene apprezzato da tutti in quanto comico “equilibrato” che colpisce indifferentemente a destra, a sinistra e al centro. Lo ha riconosciuto perfino Berlusconi. L’unico errore che ha commesso è stato di iniziare la serie delle imitazioni proprio da quest’ultimo. A voler essere proprio pignoli, casomai, ci sarebbe da notare che non è vero che Crozza è “equidistante” come comico. Lo dimostra già il solo fatto che abitualmente si esibisce su la7, ma non solo. Quando imita Bersani lo fa con bonarietà, senza quella vera cattiveria che invece spande a piene mani quando imita, per esempio, Berlusconi o Brunetta. Crozza fa l’imitazione di Bersani da una posizione chiaramente di sinistra che richiama alla memoria quella ben nota di Moretti a piazza Navona: "Con questi qui non vinceremo mai!".

    Report

    Rispondi

  • unarosa?unarosa

    14 Febbraio 2013 - 18:06

    Lei mi ricorda quei Troiani che erano favorevoli a condurre il famoso cavallo di legno entro le mura della loro città.Cassandra sì che era una veggente.

    Report

    Rispondi

  • brontolo1

    13 Febbraio 2013 - 22:10

    sempre con le bananas in bocca!

    Report

    Rispondi

  • ryckard56

    13 Febbraio 2013 - 21:09

    non hanno ancora vinto e si comportano da padroni assoluti,se tanto mi da tanto se vincono cosa saranno capaci di fare?dovremo prendere tutti la tessera del pd e andare a ridere a comando alle battute di crozza&c?saremo costretti ad una alimentazione dottrinaria giornaliera con tanto di commissario di partito?esagero?non mi sembra che siamo tanto lontani.speriamo che gli italiani non si lascino abbindolare da questi sinistri ciarlatani,finti comici,che non sanno far ridere nemmeno se ti fanno il solletico e che alla fine amano solo il proprio portafoglio.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog