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1° Maggio

Concerto primo maggio, preservativo in aria come un'ostia: è polemica

Il cantante dei "Management del Dolore Post Operatorio" mostra il condom al pubblico e scopre la testa rasata, come un francescano

Concerto primo maggio, preservativo in aria come un'ostia: è polemica

di Marta Macchi

Polemica sul concertone del 1° maggio. Un preservativo alzato al cielo, come se fosse un'ostia, dal palco dei lavoratori indigna i perbenisti. Protagonista del gesto giudicato blasfemo è il leader del gruppo rock dei Management del Dolore Post Operatorio, MaDe DoPo. Il cantante ha alzato le braccia al cielo, con un gesto sacrale, e rivolgendosi a piazza San Giovanni ha detto: "Questo è il budello che uso, che toglie le malattie dal mondo. Prendetene e usatene tutti: fate questo, sentite a me" e poi - prima di iniziare  a cantare sulle note di Pornobisogno, prima traccia dell'album "Auff" - ha tolto il cappuccio mostrando la testa con la chierica rasata come San Francesco. Il pubblico caloroso ha applaudito ma è bastato qualche istante per capire che lo spettacolo si era già trasformato in polemica. Gli organizzatori del concerto infatti sono saliti sul palco per interrompere la performance musicale ed è stato a questo punto che il front man del gruppo ha deciso, in segno di dissenso verso la censura, di improvvisare uno striptease e di mostrare al pubblico i gioielli di famiglia: gesto però non ripreso dalla diretta televisiva.

 


"Mi dissocio" - L'organizzatore della manifestazione canora, Marco Godano, ha così commentato l'esibizione del gruppo proveniente da Lanciano: "Mi dissocio duramente per la violenza e la scorrettezza. Perseguiremo anche per vie legali confermando ancora una volta che laddove gli artisti non sanno autoregolamentarsi, per quanto ci riguarda, non sono degli artisti in linea con lo spirito del concertone". A niente è servito perciò il no preventivo nei confronti del rapper Fabri Fibra perché a burlarsi dei sindacalisti ci ha pensato un gruppo che la mannaia della censura l'aveva evitata. "Sottolineo inoltre come questi atteggiamenti stridano con i temi  culturali, artisti e sociali che questo palco rappresenta. Infine - ha aggiunto Godano - trovo che sia uno schiaffo alla compostezza e alla passione che ci arriva da centinaia di spettatori.

MaDe DoPo -
Il gruppo nasce nella città medievale di Lanciano, Chieti, ed è composto da Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Luca Di Bucchianico (basso) e Nicola Ceroli (batteria). Un quartetto provocatorio che spazia dall'electro funk, al punk per poi nutrirsi dei suoni del rock. "Quattro ragazzi si ritrovano fracassati dopo un incidente d'auto. Gli toccherà, loro malgrado, fare i conti con il dolore post-operatorio, chi per una gamba rotta, chi per un ginocchio frantumato e chi per una milza asportata. Sviluppano quindi nei corridoi dell'ospedale di Lanciano la loro filosofia, di una semplicità affascinante: l'unica alternativa al dolore è il piacere, in ogni sua forma più personale e astratta" da questo tormento, secondo la loro biografia, nasce e prende vita il gruppo musicale Management del Dolore Post Operatorio dove ironia e rabbia fanno da fil rouge ai testi provocatori e taglienti ma quanto mai autentici.

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Commenti all'articolo

  • buonavolonta

    01 Maggio 2014 - 21:09

    credo che le fobie e le frustazioni le mostra questo gentil giovane che parafrasando le frasi della eucarestia vuol fare paragoni tra il suo suggerimento vizioso e con cio che cristo a dato con la sua morte all'umanita lo so...ormai è tutto satira ed anche la religione è vista come superstizione bigotta ..

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  • claudionebridio

    03 Maggio 2013 - 12:12

    Caso mai le chiacchiere le fanno i plagiatori delle coscienze, ancorati a perfezionatissime tecniche di manipolazione mentale con le quali inducono gradatamente, contando sulla superficialità ormai diffusa, a far bere di tutto agli sprovveduti. Rientra in questa categoria, per esempio, la balla delle donne stuprate dalla mattina alla sera e il "feminicidio": basta avere la voglia di prendere le cifre vere sugli omicidi per capire che la percentuale è talmente bassa in rapporto alla popolazione (per quanto un solo omicidio sia già troppo) da non giustificare l'allarme sociale che il politicamente corretto lancia continuamente per abbindolare la gente. La pedofilia presso i preti esiste ma, per quanto possano strepitare i laicisti, impegnati a plagiare cervelli, la percentuale è dello 0,03%, il chè fa capire come gli biettivi di campagne di questo tipo siano altri: l'imposizione di una società laicista, mercantilista e massonica guidata da banchieri e guru "illuminati autoeletti.

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  • Logmain

    03 Maggio 2013 - 10:10

    Se basta così poco per sclerare similmente ad un qualsiasi talebano. Rilassatavi tanto il mondo gira anche senza le vostre frustrazioni e le vostre fobie.

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  • raucher

    03 Maggio 2013 - 06:06

    del concertone e delle sfilza di guitti che lì si esibiscono.

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