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Grasso è bello

Tevez, Bartoli e gli altri ciccioni
Sport, quando la forma è un optional

Argentino in ritiro con 6 Kg di troppo, la francese sovrappeso senza rivali a Wimbledon. Le taglie extra conquistano lo sport sulle orme del Fenomeno

Marion Bartoli ha vinto Wimbledon 2013

Marion Bartoli ha vinto Wimbledon 2013

Da un tormentone all’altro. Portato in Italia il tanto agognato fuoriclasse («top player» per i Soloni del calciomercato, quelli che hanno ucciso il «regista» per fare spazio al «volante» manco stessero parlando di Formula 1, e che hanno falciato il «vivaio» per mettere su una bella «cantera»), ora, nelle redazioni sportive e in spiaggia, sotto il solleone, è tutto un discutere sulla pancia di Carlos Tevez. Che fosse atterrato a Torino con qualche chilo di troppo, il giorno della sua presentazione allo Juventus Stadium ce n’eravamo accorti un po’ tutti. E anche se l’attenzione dei calciofili era focalizzata sulla schiena dell’argentino più che sulla pancia - con quel numero 10 sulla maglia ereditato da Del Piero - non serviva un dietologo per capire che l’Apache, nelle settimane precedenti, con l’asado aveva un po’ esagerato. Più difficile, invece, era prevedere che la silhouette di Tevez sarebbe diventata uno dei principali argomenti di discussione dell’estate pallonara. Per alcuni i chili di troppo sono sei. Per altri sarebbero di più. E giù di numeri e di possibili diete. 

In ogni caso la storia del calcio è piena di giocatori che con la bilancia non sono mai andati particolarmente d’accordo. Ronaldo a parte, perché i problemi dell’ex fenomeno dell’Inter erano principalmente di natura medica, è impossibile non ricordare con un sorriso la presentazione di Adriano, nel giugno 2010 allo stadio Flaminio. La sua sciarpa con su scritto «Mo’ te gonfio», si sposava a meraviglia col suo bel faccione in versione luna piena. Rimanendo in casa romanista, rispolveriamo il fisico non proprio longilineo di Simplicio, e riavvolgendo il nastro fino alla fine degli anni ’80, non possiamo non citare quello di Renato «Gaucho» Portaluppi (23 presenze in campionato e 0 gol). Ma ci sono pance e pance. Ad esempio, quella del portiere William Foulke, a cavallo tra l’ ’800 e il ’900 consentì allo Sheffield Utd di vincere una Premier League e due Coppe d’Inghilterra. «Fatty», com’era stato ribattezzato dai tifosi inglesi, si dice che pesasse attorno ai 150 chili. Carriera (e fisico) simile per Neville Southall, estremo difensore dell’Everton dall’83 al ’97. Neppure per Micky Quinn, nonostante il suo compito non fosse quello di chiudere lo specchio della porta agli avversari, il peso fu un ostacolo. Anzi. Tra Inghilterra e Grecia, dove però disputò soltanto 15 partite nel Paok Salonicco, in 535 presenze a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 fece 233 gol. Quelli messi a segno con la maglia del Coventry gli valsero un coro che i tifosi ancora ricordano allo stadio: «È grasso, è tondo, vale un milione di sterline, è Micky Quinn, è Micky Quinn!». Era soprannominato «Sumo». E che dire del «Cañoncito» (il «cannoncino»), Ferenc Puskás, uno degli attaccanti più forti della storia del calcio. Nemmeno lui era un fuscello, eppure, col suo talento, trascinò il Real Madrid alla conquista di ogni titolo possibile. Tornando ai giorni nostri, e cambiando sport, viene naturale pensare alla fresca vincitrice di Wimbledon, la francese Marion Bartoli, una che non può vantare un fisico alla Sharapova, tanto per utilizzare lo stesso paragone fatto durante la telecronaca sulla Bbc dal commentatore John Inverdale. Eppure, senza sfoggiare un corpo da modella, è riuscita ad alzare al cielo il trofeo più ambito da tutti i tennisti.

di Alessandro Gonzato

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