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Tra voci sull'”adrenocromo” e pedofilia reale, certa moda ammicca agli orchi?

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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L’impressione è che si stia per scoperchiare un enorme, raccapricciante vaso di Pandora. Dell’altro ieri i 50 arresti in 15 regioni italiane per traffico di materiale pedopornografico che confermano anche il progressivo affermarsi dell’”infantofilia”: l’atroce abuso sui neonati, a volte persino impiegati – come è stato documentato - in pseudo-rituali a sfondo esoterico.

Questo è confermato dall’Associazione “Meter”, fondata da don Fortunato Di Noto, che ha da poco divulgato il report 2019 nel quale si denuncia il raddoppio del materiale pedopornografico segnalato (7 milioni di foto rispetto ai 3 del 2018) e l’aumento pauroso di questa criminale parafilia forse in parte collegata anche alla sparizione di minori, decuplicata in Italia negli ultimi in 10 anni.

Anche in Germania, Gran Bretagna, Belgio - scrive Benedetta Frigerio sulla Nuova Bussola Quotidiana - negli ultimi mesi, ci sono stati centinaia di arresti per violenze su migliaia di bambini, ma si teme a indagare nel mondo civile: le prove scompaiono, i bravi detective vengono sostituiti e i processi si arrestano. La Germania ha riconosciuto la corruzione di Polizia e istituzioni, ma le pene sono state minime. La grande stampa tace o riduce tutto a "brevi" di cronaca.

Eppure l’argomento, sebbene scabrosissimo, sembrava giornalisticamente interessante, basti ricordare la tempesta di abusi da parte di preti citati dalla stampa durante l’ultimo anno di pontificato di Benedetto XVI. Poi è passato di moda. Alcuni cattolici fedeli al papa emerito sostengono che si fosse trattato di una precisa strategia per costringere Ratzinger alle dimissioni, peraltro recentemente messe in discussione in un nostro articolo tradotto in quattro lingue dal decano dei vaticanisti italiani, Marco Tosatti (leggi qui l’approfondimento)

 

Eppure, la situazione si è aggravata: le vociferazioni sul coinvolgimento delle “élite” progressiste in tali crimini sono diventate realmente ossessive negli Stati Uniti dove ormai il tema dell’”ADRENOCROMO” è conosciuto da tutti e viene messo in relazione al cosiddetto PIZZAGATE, vicenda oscurissima che ha visto coinvolto John Podesta, il braccio destro di Hillary Clinton e altri dem.  L’adrenocromo è una sostanza secreta per ossidazione dell’adrenalina da persone sottoposte a violenze e torture che, se assunta da altri, avrebbe un forte potere rivitalizzante per le cellule: una sorta di elisir di lunga vita. Tuttavia, siccome tale sostanza prodotta da adulti darebbe dei serissimi effetti collaterali, si preferirebbe – stando alla leggenda metropolitana - utilizzare quella proveniente da bambini. Una diceria ormai diffusissima in America vuole che siano stati scoperti dei tunnel dove sono stati segregati bambini a decine di migliaia, per essere torturati e utilizzati per l’estrazione di questo adrenocromo, di cui farebbero uso politici, attori, vip di area progressista. Tale scoperta dovrebbe essere divulgata da Trump a ridosso delle elezioni. Ovviamente si tratta di notizie del tutto NON VERIFICATE, ma l’insistenza con cui se ne parla è indicativa di un certo clima.

Per quanto riguarda la reputazione delle cosiddette elite, non giova la foto choc – E QUESTA E’ UN FATTO -  che due giorni fa ha scandalizzato il Regno Unito: seduti sul trono di Elisabetta II, Kevin Spacey - sotto processo per abusi su minori - e l’amica di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, che procurava minorenni al magnate americano pedofilo, poi suicidatosi in carcere (almeno stando alle fonti ufficiali). E la posizione del principe Andrea, amico di Epstein e accusato da una ragazza allora minorenne, si complica.

Eppure, nonostante il clima esplosivo e le raccapriccianti leggende che circolano, il mondo della moda sembra stranamente non comprendere.  Anzi, diciamo che qualcuno proprio “non collabora”.

Da alcuni giorni, sui social circola un video, segnalatoci dallo youtuber Decimo Toro, intitolato “Non lasciate che i vip demonizzino i vostri bambini (GUARDA QUI IL VIDEO) le cui visualizzazioni stranamente sono passate da varie decine di migliaia (forse almeno 30-40.000 come ricordano alcuni, insieme allo scrivente) di due settimane fa ad appena 715. Perché? Poi si lamentano dei complottismi che vogliono i social “complici delle macchinazioni mondialiste". Mah.

Comunque: in tale video si cita lo spot di una casa di moda per bambini israeliana, in cui la testimonial, una famosissima cantante canadese, si introduce nottetempo nel reparto maternità di un ospedale, scoprendo qualcosa per lei di inaccettabile: i neonati maschi sono vestiti di azzurro e le femmine di rosa. Così, soffiando su una polvere magica, fa riapparire i neonati abbigliati di nero e grigio, con teschi e pentacoli sui pigiamini, in compagnia di mostruosi bambolotti, sotto cupe croci greche (antico simbolo pagano) sospese nell’aria. E ancora, ovunque, occhi “onniveggenti”, simbolo degli Illuminati, il numero apocalittico 6, la piramide esoterica dei Rosacroce, alfabeti da tavola Ouija per la negromanzia. Insomma: l’Anticristo diventa chic?

La tematica vera dello spot è però quella del GENDER: nascere maschi o femmine sarebbe un’”imposizione culturale”, da combattere.

Il marchio era stato già accusato, nel 2018, di rimandi satanisteggianti per i suoi sinistri motivi decorativi, ma ora si scoprono ben altre foto del catalogo, che poco hanno a che vedere con suggestioni da Halloween: una bambina indossa una maglietta con la scritta “Ho” che in inglese vuol dire “puttana”. L’impronta di una manaccia adulta ricorre sul pigiamino di un neonato, sulla maglia di un maschietto e sul costume da bagno di una femminuccia entrambi di circa 10 anni. Ancora, due bimbe orientali sono riprese sotto una scritta al neon: “Let’s get physical”, “passiamo al contatto fisico”. È il titolo di una vecchia canzone sull’aerobica che recita: “L'amore comune non è per noi. Abbiamo creato qualcosa di fenomenale”. Altri bambini indossano magliette con la scritta “New order” che forse evoca il Nuovo ordine Mondiale (NWO) una teoria complottista che mescola satanismo, massoneria e pedofilia.

Stando al sito del marchio israeliano, le due proprietarie seguono un’“agenda” vestendo “i bambini del futuro, consentendo loro di mettere in evidenza la loro essenza interiore, aiutandoli a combattere l'ingiustizia”. Ma perché questo apparentemente lodevole obiettivo dovrebbe essere fatto ammiccando esplicitamente ai simboli del Male, alla sessualizzazione precoce dei bambini e al loro sfruttamento? Cosa prevede questa “agenda”?

Don Fortunato Di Noto, che con Meter da 30 anni combatte pedofilia e pedopornografia, spiega: «Preoccupa il pensiero dei “bambini del futuro”. I BAMBINI SONO BAMBINI e unico compito è aiutarli ad essere uomini e donne maturi, responsabili, rispettosi e che rifiutino la violenza, la discriminazione, l’oscurità del male, la manipolazione mentale, ogni tipo di colonialismo ideologico, qual è il gender, come dice Papa Francesco. È in corso una massiccia e continuata campagna ideologica sul fatto che “anche la pedofilia è amore”. Sappiamo benissimo che ci sono poteri internazionali che esercitano forti pressioni affinché l’uomo diventi indistinto dal punto di vista sessuale. Questo fa il gioco dei pedofili perché loro guardano ai bambini al di là del sesso di appartenenza”.

Colpisce come anche una rivista internazionale di moda, dopo le polemiche furibonde del 2011 per i suoi scatti di baby-modelle di 7 anni in pose sexy (LEGGI QUI L'APPROFONDIMENTO), nell’ultimo numero di giugno pubblichi un servizio intitolato “Our New World” (NWO?) dove, oltre a curiose fiabe europeiste, spiccano foto con bimbi seminudi e in pose “adulte”, opera di contestatissimi fotografi come Tierney Gearon. La stessa, che ha suscitato scandali tanto da far intervenire Scotland Yard, ama infatti fotografare bambini e adulti nudi insieme, piccoli seminudi spaventati da mostri o imprigionati in piramidi, bimbe scosciate. La risposta è sempre quella: “E’ arte, la malizia è solo di chi guarda”. Può essere, ma siccome la realtà ci propone una situazione di aggressione all’infanzia mai vista nella storia, anche nello sdoganamento culturale della pedofilia, la domanda lecita è: “Perché?”.  

In tale contesto, dove campagne come quella del marchio israeliano, almeno al solo LIVELLO DI MARKETING, confondono le carte tra “diritti civili”, genderismo e ammiccamenti alla sessualizzazione precoce dei bambini, preoccupa il ddl Zan-Scalfarotto “contro l’omotransfobia” sostenuto da Pd e M5S, depositato il 30 giugno in Commissione Giustizia alla Camera. In questi giorni in tutta Italia si stanno preparando manifestazioni contro il ddl visto come liberticida per le sue pesanti sanzioni contro chiunque si opponga all’indottrinamento lgbt per i bambini.

La Cei ha infatti protestato contro il disegno di legge, dato che metterebbe il bavaglio alle più elementari basi della dottrina cattolica, per la quale la pratica del sesso omosessuale resta un grave peccato e disordine morale,  ma colpisce un silenzio assordante: quello di Papa Francesco, che, pure, sempre pronto a pronunciarsi nelle questioni italiane, soprattutto in materia di migranti, in questi giorni non ha detto assolutamente nulla sul ddl, lasciando sbigottita buona parte dei cattolici, quegli stessi pro-vita che si sentirono già abbandonati ai tempi del Family Day. Tale silenzio offre poi facilmente adito ai detrattori di Bergoglio che lo accusano di tacere per non perdere l’appoggio delle lobby gay-massoniche del clero e per proseguire sulla tabella di marcia del Nuovo ordine Mondiale.


Qui l’approfondimento

 

Insomma: dal punto di vista comunicativo, il silenzio di Francesco appare abbastanza disastroso.

Anche perché, se questa legge - che lascia spiragli interpretativi molto ampi - fosse già in vigore, don Di Noto potrebbe essere spedito in galera per le dichiarazioni di cui sopra. E alla già insufficiente lotta alle atroci aggressioni all’infanzia denunciate da associazioni come Meter, il ddl Zan-Scalfarotto non gioverebbe di certo.

Alcuni se ne potrebbero servire per blindare una svolta culturale che cambierebbe radicalmente l’idea che, da un paio di milioni di anni, abbiamo dell’infanzia.

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