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F1, Gp di Spagna: le pagelle. Verstappen sfida se stesso, Ferrari da zero

Leonardo Filomeno
Leonardo Filomeno

La collaborazione con Libero dal 2010. Ritratti ed interviste diventano presto la sua specializzazione, tra ritmi in 4/4 e immaginario popolare. La passione per rombi e motori risale ai tempi di Barrichello & Schumi. Nel 2019 stila la sua prima Pagella durante il GP di Austin. Diventeranno tante. A questo blog il compito di raccoglierle tutte.

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Il campione del mondo Max Verstappen firma la vittoria numero 40 in carriera nel circuito spagnolo in cui vinse per la prima volta nel 2016. Bene le Mercedes di Hamilton e Russell, che chiudono il podio rispettivamente in seconda e terza posizione. Sprofondano le Ferrari di Sainz (quinto) e Leclerc (undicesimo).

 

10 E LODE MAX VERSTAPPEN 

Un razzo su qualsiasi pista, con qualsiasi gomma. Ogni telecamera si è arresa. Punta altrove, in cerca di qualche palpitazione, di una mezza sportellata (alla Tsunoda), di una notizia. La bandiera bianca e nera è un desolato guanto di sfida. Lo spunto perfetto per un giro veloce da paura. Per prendersi tutto come ogni volta. Senna a un passo. Che fosse un fenomeno però qui lo diciamo da un pezzo.

0 FERRARI 

Nuovi e vecchi grattacapi affossano il weekend dei piloti. Sainz accanto a Verstappen in partenza è un ologramma. Chiude in quinta, a 45 secondi dal campione in carica. Leclerc non riesce a prendersi nemmeno il punticino amaro che gli offre Tsunoda. E il sorpasso sulla buona Alpine di Gasly resta una chimera. Alla sliding door spagnola, i famosi aggiornamenti si traducono in un tragicomico nulla di fatto. E quello di Maranello sembra per ora un rassegnato crepuscolo.

8.5 MERCEDES 

Sul secondo gradino del podio, un tonico Lewis Hamilton traduce in energia e sorpassi gli aggiornamenti finalmente visibili di una restaurata W14. Tratto di penna sui pasticci di Russell in qualifica grazie a una prova di forza esplosiva e ad una grande rimonta. Parte dietro Perez e lo batte. Ed è lui in Aston a suonare il campanello, con una sverniciata al settimo giro su Alonso.

7 TSUNODA 

Combattivo. Con la nuvoletta di Fantozzi a perseguitarlo. Lungo a Monte Carlo, nella difesa con Zhou, ieri, estremo. Scatta la penalità, che sarà pure scritta a pagina 3, ma forse non è il caso di applicarla così. Tanta audacia, tanta sfortuna. E addio punti pure stavolta.

6 MCLAREN 

Qualifica da urlo per Lando, dopo infinti weekend a secco. La spreca toccando Hamilton all’inizio e relegandosi in fondo. Nemmeno Piastri, alla fine, traduce in punti quelli che per McLaren sembrano comunque dei buoni progressi.

5.5 ALONSO 

Re della ghiaia in qualifica, l’unico guizzo per lo spagnolo, quest’anno mai così anonimo, è il sorpasso killer sull’ex compagno. Accetta in casa il finale beffardo, con Stroll protagonista di un exploit tardivo e ormai inatteso. 

5 PEREZ

In teoria avrebbe il macchinone del campionissimo, in pratica è un pilota che va a singhiozzo. Al sabato toppa due volte di fila. Stavolta la rimonta era possibile e dovuta, ma più di una mesta quarta piazza alla fine non rimedia.

 

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