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Pagelle GP Austria: Russell furbo, Verstappen da applausi, Ferrari buongiorno e ceffoni
lunedì 29 giugno 2026

Pagelle GP Austria: Russell furbo, Verstappen da applausi, Ferrari buongiorno e ceffoni

Cover del blog
Leonardo FilomenoLa collaborazione con Libero dal 2010. Ritratti ed interviste diventano presto la sua specializzazione, tra ritmi in 4/4 e immaginario popolare. La passione per rombi e motori risale ai tempi di Barrichello & Schumi. Nel 2019 stila la sua prima Pagella durante il GP di Austin. Diventeranno tante. A questo blog il compito di raccoglierle tutte.
2' di lettura

Appunti e voti dal Red Bull Ring. Mercedes vince con Russell. Verstappen ricorda chi è. Ferrari pure. E la seconda notizia non è proprio da brindisi. Antonelli rimonta, sale sul podio e limita i danni conservando il vantaggio nel Mondiale. La FIA, già dalle qualifiche, riesce ancora una volta a distinguersi. Alla fine, più che Russell, la pole la firma lei. 


VERSTAPPEN 10
Il sabato lo tradisce la macchina. La domenica fa Verstappen. Duella con Hamilton, si riporta sotto Russell nel finale e chiude da unico pilota capace di infilarsi tra le due Mercedes. Semplicemente, il migliore.

RUSSELL 9
Scaltro in qualifica, impeccabile in gara. Dopo mesi a rincorrere Antonelli, si ricorda che i GP si possono anche comandare. E vincere, pensa un po’. Era a secco da Melbourne: praticamente un digiuno tecnico infinito, con ceffoni di contorno.

ANTONELLI 7,5
Tre lunghi all’inizio, problemi ai freni nel primo stint, strategia attendista. Senza dimenticare l’ingenuità in Q3 e la beffa annessa. Rimette insieme tutto, sale sul podio e conserva quaranta punti di vantaggio nel Mondiale. Limitare i danni è il modo più intelligente per vincere senza vincere.

RACING BULLS 7
Due macchine a punti. In Spagna anche fortuna. Qui, chiaramente, ciccia. Orgoglio italiano, troppo spesso dimenticato: il team è di Faenza, mica una comparsa parcheggiata tra un buffet e una hospitality.

HAMILTON 6
Pochi cavalli, assetto forzato, gomme cotte: Ferrari al tappeto. Il Baronetto Rampante resta comunque davanti a Carletto e porta a casa quello che la SF-26 gli concede: poco. Un quinto posto su una pista di motore non promette nulla di buono. Barcellona aveva illuso. Spielberg presenta il conto.

LECLERC 4,5
Sabato sfiora la pole. Domenica sfiora il centro gruppo. Ottavo, superato da chiunque passi da quelle parti. Perfino da Norris. Macchina o pilota? Come detto, sembrano una sola triste essenza. La Ferrari di Charles racconta sempre la stessa storia. Quest’anno, però, ogni domenica riesce perfino a peggiorarla.

NORRIS 4
Blando? No. Blandissimo. Campione del Mondo in carica, settimo e quasi invisibile. Addirittura Hadjar fa più rumore. Meglio Piastri, che salva il salvabile con una gara pulita e concreta: 7, senza fuochi d’artificio. Ma almeno si vede.

WILLIAMS E ASTON MARTIN 0
Williams precipita rispetto al 2025 e riesce a rendere il motore Mercedes un dettaglio ornamentale. Aston, cliente Honda, continua a vivere tra ritiri, bassifondi e promesse. Newey? Per ora più una suggestione che una rivoluzione.