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Vittorio Feltri distrugge Luciano Canfora: "Di cosa puzza il prof. E il suo cognome..."

Vittorio Feltri
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Luciano Canfora, insigne professore, collaboratore del Corriere della Sera che ha sempre fatto incetta di comunisti per dare spessore alle proprie pagine, benché non sia l'ultimo arrivato questa volta è stato battuto da chiunque. Parlando in un istituto scolastico di Bari ha detto una tale banalità, per giunta falsa, onde denigrare Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, guarda caso al momento il primo partito del nostro insulso Paese dove la sinistra ha fatto di tutto e di più per renderci ridicoli nel mondo. Canfora, cognome francamente eccessivo, preso da un forte livore nei confronti della regina della destra, ha affermato che ella è neonazista nell'anima.

 

 

Testuale. Vorrei chiedere al docente che puzza di stalinismo, in base a quali elementi giudica Giorgia una nipotina di Hitler, lei che è nata nell'ovatta rossa, non ha mai pronunciato un discorso neppure fascista, cresciuta tra i cuscini democristiani di Andreotti e Forlani, quando Craxi era ancora il dominus della politica patria. Il suo curriculum parla chiaro: la Meloni muove i suoi primi passi in ambito ideologico nelle file di Alleanza Nazionale, il cui capo Gianfranco Fini era talmente di destra da essere culo e camicia con Napolitano, esponente antico del PCI. Poi la ragazza fondò con qualche amico un partito suo, appunto Fratelli d'Italia, che sembrava destinato a celebrare i propri congressi in una dismessa cabina telefonica. L'inizio della avventura meloniana pareva tribolato e orientato all'insuccesso. Invece, miracolo, è successo il contrario di quanto paventato.

 

 

Giorgia è maturata, è diventata la donna più interessante del circo istituzionale. Il suo temperamento e la sua abilità suscitano ammirazione nei cittadini, al punto che l'hanno scelta come loro rappresentante preferita. Vero che i sondaggi non sono Vangelo, però misurano bene gli umori dell'elettorato. In vetta al gradimento espresso dagli aventi diritto al voto la più apprezzata è lei, una piccola donna diventata grandissima e probabilmente imbattibile. Questi sono i fatti, ovvio che non piacciano al rosso Canfora e a coloro che gli somigliano. Nessuno dei quali è abbastanza intelligente per capire che Giorgia non è fascista e men che meno nazista, semplicemente è una illuminata conservatrice in un Paese nel quale c'è poco da conservare in quanto distrutto dalla sinistra. Una conservatrice di principi e di valori che vanno difesi e rilanciati, sebbene la gente come Canfora, animata da odio, cerchi di calpestarli. Forza Meloni, noi ti rispettiamo e ti consigliamo di non querelare i cafoni che ti insultano gratuitamente. Vogliono solo pubblicità immeritata.

 

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