(Adnkronos) - Il difensore si e' poi occupato di un altro argomento e cioe' la mancanza di un alibi che possa scagionare, secondo l'accusa, Busco. "Ma alle 19.45 -ha detto Coppi- Busco era a Morena come hanno testimoniato diverse persone. Il delitto secondo i calcoli fatti e' avvenuto tra le 18 e le 19. Impossibile quindi che Busco in un cosi' breve lasso di tempo potesse allontanarsi da via Poma e raggiungere Morena". Concludendo il suo intervento il penalista ha preso in esame le tracce di sangue trovate sul luogo del delitto e cioe' sulla porta della stanza dove fu uccisa Cesaroni, sul telefono dell'ufficio, sullo specchio dell'ascensore e su uno straccio ritrovato nello stesso ascensore. Secondo Coppi "si tratta di sangue sicuramente non di Simonetta o di Raniero Busco, ha detto, domandandosi come mai di queste tracce non si sia mai parlato a meno che non si voglia sostenere che Busco ebbe un complice o che non sia mai stato, come noi sosteniamo, in via Poma". Il sangue, secondo il difensore, potrebbe essere quello dell'assassino che si e' ferito quando ha aggredito Simonetta Cesaroni. Per Busco il difensore ha chiesto una dichiarazione di piena assoluzione secondo quanto dispone il primo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale.




