Palermo, 27 apr. -(Adnkronos) -. "La similitudine di Rognoni e' vivace e interessante ma dobbiamo tenere conto che in fondo il bene riacquistato dagli emissari del mafioso viene pagato, quindi dal punto di vista prettamenmte economico e' una partita di giro: Lo Stato ha gia' ottenuto il valore del bene, quindi e' un punto da non tarscurare, mentre nell'evasione dal carcere il capo mafioso scappa dal carcere e nessuno prende il suo posto, ma il pronlema non e' questo ma morale". Lo ha detto il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo commentando le dichiarazioni dell'ex vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni, che questa mattina aveva paragonato la restituzione di un bene mafioso ai boss a una "evasione dal carcere di unh capomafia". "Certamente va evitato che la mafia possa riavere i suoi beni e questo deve essere chiarissmo per i beni di valore simbolico, per i beni che sono scarsamente produttivi e che non abbiano un pese simbolico e quindi sono scarsamente produttivi per la collettivita' - ha aggiunto Messineo - penso che si potrebbe studiare un percorso di alienazione controllato con i mezzi che oggi esistono con la tracciabilita' del denaro, controlli intensi e la possibilita' di interventi repressivi successivi tenendo conto che il bene avrebbe gia' prodotto le sue utilita' economiche per lo Stato". E ha aggiunto: "L'attuale situazione di totale immobilita' non fa bene a nessuno". Sull'Agenzia per i beni confiscati sulla cui utilita', sempre secondo Rognoni, "e' presto dare una valutazione", Messineo ha aggiunto: "a me sembra che funzioni benissimo e svolga i suoi compiti pur in un contesto di gravi difficolta', carenza di personale ma e' ottimamente diretta e mi pare stia dando i mgliori risuiltati possibili".




