Roma, 6 dic. (Adnkronos) - "Andiamo avanti, io e la mia famiglia. Se qualcuno pensava di farmi paura, ha sbagliato persona". Gianfranco Soldera, titolare dell'Azienda agricola Case Basse di Montalcino, si sforza di guardare avanti. Nessuna ipotesi ("e chi lo sa, potrebbe essere qualsiasi cosa"), sulla matrice dell'inquientante atto vandalico compiuto nei giorni scorsi, con circa 600 ettolitri di Brunello -la produzione di cinque anni- scolati dalle botti, versati in terra e perduti per sempre, ad opera di ignoti. "Una cosa -precisa all'Adnkronos- e' certa: non abbiamo mai ricevuto minacce in passato, quindi non ci spieghiamo quanto e' accaduto". In queste ore, si apprende in ambienti investigativi, proseguono i sopralluoghi dei carabinieri nella cantina e nelle zone circostanti. Rilievi scientifici saranno effettuati alla ricerca di tracce o di impronte nei pressi del luogo in cui si e' consumato l'atto vandalico che ha provocato, dice Soldera, "danni per milioni di euro". Le indagini avrebbero preso una direzione ben precisa: anche se non si puo' escludere del tutto l'eventualita' del racket, c'e' da dire che al momento non sussistono "elementi per ritenere che alla base dell'episodio ci sia una richiesta estorsiva o un atto intimidatorio". Ecco che allora, anche per le modalita' del gesto, "compiuto sicuramente da una persona esperta del ramo", si punta decisamente verso l'ambiente agricolo-enologico, un possibile, gravissimo gesto di concorrenza sleale. Diversi sono gli elementi che condurrebbero a "una pista contigua". (segue)




