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Piemonte, le Fiamme Gialle in Regione: quattro consiglieri indagati per peculato

domenica 16 dicembre 2012
Piemonte, le Fiamme Gialle in Regione: quattro consiglieri indagati per peculato

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Torino, 11 dic. (Adnkronos) - Primi avvisi di garanzia in Regione Piemonte nell'ambito dell'inchiesta sulle gestione delle spese dei gruppi in Consiglio regionale. La Guardia di Finanza sta consegnando avvisi di garanzia a quattro consiglieri regionali. L'ipotesi di reato è di peculato. I finanzieri da questa mattina stanno perquisendo le abitazioni di Michele Giovine, consigliere regionale e capogruppo della formazione 'Pensionati con Cota', di sua sorella, dipendente della formazione politica, e presso la sede consiliare del gruppo. Gli interventi sono volti al reperimento della documentazione contabile del gruppo relativa all'utilizzo dei contributi erogati dal Consiglio regionale, non esibita in occasione della prima perquisizione della Guardia di Finanza lo scorso 28 settembre. Contestualmente i finanzieri stanno notificando avvisi di garanzia ad altri tre consiglieri regionali, in qualità di unici componenti delle rispettive formazioni consiliari. Si tratta di Eleonora Artesio ('Per la Federazione - Sinistra Europea'), Maurizio Lupi (Verdi Verdi - L'ambientalista per Cota) e Andrea Stara ('Insieme per Bresso'). Per tutti e quattro gli indagati l'ipotesi di reato è di peculato. "Nella notifica che ci è stata recapitata ci vengono imputate spese non conformi per un totale di 12.632 euro tra giugno 2010 e agosto 2012. Nel dettaglio le spese si riferiscono a rimborsi spese e buoni pasto per i tre dipendenti a tempo determinato del gruppo consiliare, biglietti ferroviari, pedaggi autostradali, ricariche telefoniche e altre spese varie. Probabilmente li abbiamo registrati nel nostro bilancio in forma aggregata: mi auguro di chiarire al più presto queste spese", ha chiarito in una nota, Eleonora Artesio. "Ricordo - aggiunge - che il bilancio del gruppo consiliare è online da mesi ed è consultabile da tutti gli interessati". “Piena fiducia nella magistratura” ha invece espresso Andrea Stara spiegando che “le risorse del Gruppo Insieme per Bresso, di cui sono Presidente, sono state sempre utilizzate a fini politico-istituzionali. Sono a completa disposizione, come lo sono stato finora, per fornire tutte le informazioni e le documentazioni utili per il regolare svolgimento dell'inchiesta", ha concluso. Dal canto suo Mercedes Bresso, ex presidente della Regione Piemonte, si è detta "molto amareggiata", dall'avviso di garanzia consegnato ad Stara. "Oggi stesso - prosegue - ho avviato le procedure per negare l'uso del mio nome al gruppo in consiglio regionale coinvolto nell'indagine. Pur riconoscendo il diritto di difesa - ha concluso l'ex presidente - non posso consentire che il mio nome venga associato a reati molto gravi, tanto più se commessi da chi svolge un incarico pubblico". Intanto in seguito all'inchiesta della magistratura il Gruppo regionale del Pd di Palazzo Lascaris ha sospeso le procedure di fusione con il gruppo Insieme per Bresso.