(Adnkronos) - "Lo diciamo chiaramente - afferma Columbu - siamo molto critici sull'attuazione delle norme: senza risorse i servizi non viaggiano, e i volontari non possono fare tutto da soli". Cosi' emergono i casi di Pisa, dove il centro affidamento non riesce ad assicurare la presenza fissa dell'equipe destinata a seguire famiglie a bambini (assistente sociale, psicologo, educatore) rispetto per esempio a Firenze, dove invece di equipe ce ne sono due e dove Andrea Bartolini, vicepresidente Anfaa e genitore affidatario, conferma in prima persona: "C'e' una equipe dedicata, abbiamo ricevuto un'ottima formazione". Le diversita' sul territorio, del resto, coinvolgono aspetti di delicatezza assoluta. I commissari (Maria Luisa Chincarini, Idv) insistono in particolare sulla necessita' di colloqui successivi all'affidamento, a tu per tu tra il bambino e l'assistente sociale, ulteriori rispetto agli incontri periodici con assistenti sociali, educatori e famiglia affidataria (e poi anche con la famiglia naturale). E se Landi spiega come dovrebbe sempre viaggiare il servizio di affidamento - a cominciare dalla formazione specifica per gli attori coinvolti, dagli operatori alle famiglie -, il lavoro portato avanti nella commissione d'inchiesta sollecita una valutazione sul funzionamento dei servizi sociali sul territorio (Paolo Bambagioni, Pd), per capire se e come intervengano prima e dopo gli affidamenti ("Ciascuno di noi ha un'esperienza diversa - conferma Landi - e c'e' chi ha denunciato l'assistente sociale per abbandono di minore"). (segue)



