(Adnkronos) - "Il pericolo di una nebbia elettorale che occulti le decisioni urgenti e necessarie sui problemi sopra richiamati deve essere fugato sia da chi governa in Regione che dalla politica nazionale. La Sardegna - continua il segretario della Cisl - e' gia' socialmente ed economicamente collassata da una crisi industriale che negli ultimi anni ha registrato una perdita di quarantamila occupati, da un tasso di disoccupazione vicino al quindici per cento, da settecentomila persone con pensione e salari al di sotto della soglia di poverta"'. Medde sostiene che l'obiettivo da percorrere e' quello di un programma straordinario per il lavoro, "soprattutto per i giovani, la ricollocazione di quanti sono stati espulsi dalle crisi produttive, un piano pluriennale di lotta alla poverta' e il rafforzamento del fondo per la non autosufficienza. La precondizione di questa svolta nelle politiche riguarda prima di tutto una maggiore capacita' progettuale di spesa della Regione e la rimodulazione del Patto di stabilita', ma anche - conclude - la consapevolezza che il futuro della Sardegna e' connesso a una diversa attenzione dello Stato e dell'Unione europea che puo' arrivare solo qualora la Sardegna sia in grado di esprimere maggiori rapporti di forza".



