Reggio Calabria, 17 dic. - (Adnkronos) - "Le collaborazioni di Nino Lo Giudice e Consolato Villani erano preparate a tavolino ancora prima che loro iniziassero a collaborare". Cosi' Maurizio Lo Giudice, fratello del collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice, ha descritto la posizione dei due pentiti al processo 'Epilogo' che si sta svolgendo a Reggio Calabria. Antonino Lo Giudice si e' autoaccusato delle bombe esplose nel 2010 sotto la Procura generale di Reggio Calabria e sotto l'abitazione del pg Salvatore Di Landro, e del rinvenimento del bazooka vicino al Cedir per l'allora procuratore Giuseppe Pignatone. Il fratello, che ha iniziato a collaborare con la giustizia nel 1999, non crede tuttavia alle sue parole. "Se qualcuno dei fratelli gli diceva di avere ricevuto uno schiaffo,- ha raccontato Maurizio Lo Giudice in aula - Nino rispondeva di tenerselo e andarsene a casa. E ora diventa un bombarolo? Ma dove l'avete vista questa 'ndrangheta?". Il collaboratore e' sicuro che "la nostra e' una famiglia di lavoratori. Non esiste e non e' mai esistita una cosca Lo Giudice. Siamo una famiglia numerosa, un clan forse ma non una cosca".



