(Adnkronos) - In una lettera giunta anche all'ANCI, il Sindaco di Lampedusa ha lanciato nei giorni scorsi un grido di dolore e di indignazione. "Eletta a maggio - scriveva - al 3 di novembre mi sono stati consegnati gia' 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me e' una cosa insopportabile. Per Lampedusa e' un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perche' il Comune non aveva piu' loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?". "Non riesco a comprendere - scriveva ancora il Sindaco di Lampedusa - come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l'idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra". "Tutti devono sapere - concludeva la lettera del Sindaco Nicolini - che e' Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all'accoglienza, che da' dignita' di esseri umani a queste persone, che da' dignita' al nostro Paese e all'Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza".



