Rieti, 14 mag. (Adnkronos) - Un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, spesso vittime di « cooperative che pur prendendo una media di 50 euro al giorno per ciascun rifugiato, ne spendono effettivamente meno di 10, lasciando persone indifese in uno stato di abbandono indegno di un paese civile »: è la richiesta avanzata alla Prefettura e allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) dall'associazione Cittadinanzattiva Rieti. « Chiediamo che la Prefettura si riappropri del suo compito di coordinamento e supervisione dei progetti e dello stato di protezione dei rifugiati con un censimento puntuale della condizione di ogni singola persona, per quanto attiene lo stato di sicurezza e la condizione sociale » e che produca una relazione annuale sui loro bisogni fondamentali, istruzione, lavoro e condizione di salute. L'associazione chiede inoltre « che lo Sprar, nell'effettuare le visite periodiche nella provincia di Rieti, ci contatti e contatti le organizzazioni dei rifugiati e le associazioni che si interessano dei loro problemi per conoscere veramente come stanno le cose, al di là della celebrazione di feste e giornate internazionali che fanno spesso apparire solo il folclore nascondendo i veri problemi ». « Cibo inadeguato, ambienti sporchi, disadorni e ed ammuffiti, assenza di spazi ricreativi, vestiario insufficiente, finti corsi di italiano, derisione, umiliazioni e minacce verso quelli che provano a reagire e rivendicare un minimo di diritti », sono infatti il quadro descritto dall'associazione che inoltre denuncia: « Chi specula sulla loro pelle non si fa mancare nulla. Numerosi i casi di sfruttamento lavorativo, con rifugiati che lavorano anche 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, feste comprese, al servizio di dirigenti di cooperative e di altri italiani ». Poi, al termine del periodo di "protezione" dei 6 mesi finanziati « la maggior parte viene brutalmente sfrattata dagli alloggi ».


